James Turrell realizza il più grande Skyspace mai concepito in un museo: l’inaugurazione in Danimarca

Un’apertura nel soffitto capace di portare il cielo sulla terra è l’intuizione che sta alla base della serie Skyspace di James Turrell sin dagli anni Settanta. A questa lunga ricerca si aggiunge ora un nuovo intervento destinato all’ARoS Aarhus Art Museum in Danimarca.
Annunciata come la più imponente realizzazione di questo tipo in ambito museale (le altre si trovano in edifici costruiti appositamente) l’opera verrà inaugurata a giugno e segnerà la conclusione dell’ampliamento del museo nella seconda città della Danimarca, un porto situato a circa tre ore di treno da Copenaghen.
Intitolata As Seen Below – The Dome, a Skyspace by James Turrell, l’installazione sarà accessibile attraverso un corridoio sotterraneo che conduce a uno spazio a cupola alto circa 15 metri e con un diametro di oltre 40. Attraverso l’oculo collocato al vertice della cupola, il “cielo” appare sorprendentemente vicino, tanto che sembra discendere sui presenti.
«Con As Seen Below più che offrire un’immagine plasmo l’esperienza del vedere», ha dichiarato Turrell. «L’architettura trattiene il cielo, così ci si rende conto che l’atto di guardare è l’opera stessa. Qui la luce non descrive: diventa la materia in cui siamo immersi. In questo Skyspace il giorno acquista peso, la sera ha una temperatura e il mutamento appartiene a chi osserva».
Rebecca Matthews, direttrice dell’ARoS, ha definito il progetto «un’opera straordinaria che invita i visitatori a rallentare, alzare lo sguardo e sperimentare luce, tempo e spazio in modi profondamente coinvolgenti».
L’intervento di Turrell completa il progetto di ampliamento Next Level del museo, che comprende uno spazio espositivo sotterraneo dedicato a opere su commissione, inaugurato la scorsa estate, e un’area all’aperto denominata “Art Square” prevista per il prossimo anno.
L’artista ottantaduenne, figura centrale del movimento Light and Space, continua a lavorare alacremente proseguendo il suo leggendario progetto pluridecennale dal titolo Roden Crater. In un’intervista rilasciata la scorsa estate al «New York Times», Turrell ha affermato: «Abbiamo completato tutti i progetti per il Roden Crater, così da poterlo portare a termine anche in mia assenza, anche se vorrei vederne la conclusione. Mosè non entrò nella Terra Promessa e io certamente andrò avanti finché potrò. Forse ho immaginato la luce alla fine del tunnel, ma non l’ho ancora attraversato. Dunque continuo, e continuerò, a lavorare».
Da «ARTnews US».