Maurizio Cattelan conquista il Preis der Nationalgalerie 2026

Quest’anno il premio della Nationalgalerie di Berlino viene assegnato all’artista Maurizio Cattelan.
Il premio, attribuito ogni due anni a una figura di spicco dell’arte contemporanea, prevede l’organizzazione di una mostra personale presso il museo tedesco.
Cattelan è stato scelto da una giuria di direttori internazionali, tra cui Emma Lavigne della Pinault Collection di Parigi, Sam Keller della Fondation Beyeler di Basilea e Klaus Biesenbach della Neue Nationalgalerie.
L’arte di Cattelan spazia dalla scultura all’installazione fino alla dimensione concettuale, ed è contrassegnata da una tagliente ironia e un’acuta critica sociale. Tra le sue opere più note vanno ricordate La nona ora (1999), che raffigura papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite, il water d’oro America (2016) e Comedian (2019), una banana fissata al muro con del nastro adesivo (quest’ultima è tornata alla ribalta lo scorso anno quando è stata venduta all’asta, mentre America è stata da poco battuta da Sotheby’s per 12 milioni di dollari). Nel 2024, l’artista è stato incaricato di realizzare il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia. Il carattere provocatorio e la marcata irriverenza delle sue opere sollevano interrogativi sulla moralità, il potere e i valori del nostro tempo, mettendo in gioco tali questioni in forme accessibili e insieme sibilline.
Cattelan tornerà dunque a Berlino – dove ha co-curato la quarta edizione della Berlin Biennale nel 2006 – per la personale alla Neue Nationalgalerie che si terrà durante la Berlin Art Week, prevista per settembre 2026. L’esposizione, a cura di Biesenbach e Lisa Botti, curatrice della Neue Nationalgalerie, sarà preceduta da una cerimonia ufficiale.
«A vent’anni di distanza, una mostra personale alla Neue Nationalgalerie offre l’opportunità di riflettere su questa influenza formativa in un nuovo contesto sociale e culturale», ha dichiarato la giuria. Un’occasione per affrontare «temi particolarmente rilevanti a Berlino, città profondamente segnata dalla sua storia complessa». La motivazione prosegue: «In un’epoca di crescente polarizzazione politica, l’arte di Cattelan può aiutarci a considerare la memoria non come un obbligo o un dovere, ma come un impegno vivo e rilevante nei confronti del presente e del futuro. La sua ironica messa in discussione dell’autorità e della “verità” assume oggi un’urgenza particolare. In una fase in cui le istituzioni – musei, politica e media – devono ridefinire la propria credibilità e il proprio ruolo sociale, Cattelan analizza le strutture di potere all’interno e all’esterno del mondo dell’arte, sempre senza moralismi». E ancora: «Dimostra che provocazione e comicità non sono espressioni di cinismo, ma strumenti di resistenza e di riflessione costruttiva».
L’edizione 2024 del premio era stata assegnata, per la prima volta, a quattro artisti: Pan Daijing, Daniel Lie, Hanne Lippard e James Richards.
Da «ARTnews US».