Musei più piccoli, dipendenti più soddisfatti: un nuovo studio ribalta le aspettative

Secondo una nuova indagine condotta da MMF (Museums Moving Forward, un’organizzazione fondata nel 2023 per promuovere la giustizia lavorativa nel settore museale NdT), negli Stati Uniti i dipendenti dei piccoli musei esprimono un livello di soddisfazione più alto rispetto ai colleghi delle grandi istituzioni, nonostante il persistere dei problemi legati ai salari, al burnout e alle disparità economiche.
Per il Rapporto 2025 sull’equità lavorativa e la cultura organizzativa, nei musei d’arte statunitensi sono stati intervistati oltre 3100 impiegati di 91 istituzioni, quasi il doppio rispetto al 2023. Sebbene i risultati rivelino modesti miglioramenti nella soddisfazione professionale, emergono anche segnali di scarso progresso verso un’equità retributiva e condizioni di lavoro sostenibili.
MMF individua nella crescita delle organizzazioni sindacali una delle poche trasformazioni importanti. «Stiamo assistendo a una vera e propria impennata: il 55% dei sindacati del settore è stato creato negli ultimi cinque anni», ha dichiarato la direttrice esecutiva Mia Locks a «The Art Newspaper».
Il rapporto ha rilevato che i dipendenti non sindacalizzati percepiscono circa il 78% della retribuzione dei loro colleghi iscritti al sindacato, benché questi ultimi manifestino nel complesso livelli di insoddisfazione più elevati.
I piccoli musei – con un budget operativo annuo inferiore ai 15 milioni di dollari – superano le istituzioni più grandi in quasi tutti gli indicatori: dal benessere del personale alla realizzazione professionale e al senso di appartenenza, anche laddove gli stipendi risultano inferiori. Il rapporto indica che la qualità dell’ambiente lavorativo e il grado di autonomia incidono più della sola retribuzione sulla soddisfazione individuale.
Lo studio, articolato in 195 pagine, mette in evidenza il fatto che anche i direttori dei musei sono esposti a pressioni esterne sempre più marcate, con particolare riguardo alla censura culturale e alla crescente polarizzazione politica. MMF prevede di pubblicare altri due rapporti prima della conclusione del progetto nel 2030.
«Ora abbiamo un quadro piuttosto dettagliato su chi può permettersi di iniziare una carriera nel settore museale», ha dichiarato Locks. «Tuttavia, una delle minacce più grandi per la diversificazione del settore dipende anche da chi può permettersi di restare».
Da «ARTnews US».