Il Qatar annuncia una nuova quadriennale nel 2026

di | 21 gen 2026
Rirkrit Tiravanija. Foto di Sarah Douglas / «ARTnews»

Nell’ambito del suo percorso per affermarsi come centro internazionale dell’arte, il Qatar lancerà nel novembre 2026 la quadriennale Rubaiya Qatar.
L’edizione inaugurale presenterà, tra le varie iniziative, una mostra dal titolo “Unruly Waters”, curata da Tom Eccles (direttore esecutivo del Center for Curatorial Studies e dell’Hessel Museum of Art presso il Bard College di Annandale-on-Hudson, New York), Ruba Katrib (curatrice capo e direttrice degli affari curatorali al MoMA PS1 di New York), Mark Rappolt (caporedattore di «ArtReview») e da Shabbir Husain Mustafa (curatore capo del Singapore Art Museum). Il titolo della mostra rimanda al lavoro dello storico Sunil S. Amrith dedicato all’influenza modellante dell’acqua nell’Asia meridionale.
La quadriennale si svolgerà in tutto il Qatar, ma avrà il suo fulcro ad Al Riwaq, il padiglione espositivo accanto al Museum of Islamic Art che in passato ha ospitato grandi mostre di artisti come Jeff Koons e Takashi Murakami.
Tra i progetti previsti figura una performance culinaria di Rirkrit Tiravanija, untitled 2025 (no bread no ashes), presentata all’angolo del MIA Park, all’esterno di Al Riwaq, nell’ambito del festival Evolution Nation. La performance prevede, una volta a settimana, la preparazione del pane con panificatori diversi rappresentativi delle molte culture presenti in Qatar. Tiravanija sarà uno dei cinquantotto artisti partecipanti alla prima edizione della quadriennale.
«Untitled 2025 (no bread no ashes) di Rirkrit Tiravanija incarna lo spirito di inclusione e collaborazione di Rubaiya. Invitando le persone a cuocere e a condividere il pane, il progetto trasforma un semplice gesto in un simbolo di comunità e dialogo» e «segna l’inizio del viaggio verso la sua prima edizione del 2026, che continuerà a promuovere lo scambio creativo e a riflettere il panorama culturale diversificato e dinamico del Paese», ha dichiarato la sceicca Reem Al Thani, direttrice di Rubaiya Qatar.
Alla fine dell’ottobre 2023, Tiravanija ha visitato il Qatar insieme ad Eccles, e in questa occasione ha conosciuto la sceicca Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, presidente di Qatar Museums, che lo ha invitato a realizzare un progetto a Doha. Desiderando creare qualcosa che favorisse uno spirito inclusivo e collaborativo, l’artista ha focalizzato l’attenzione sulle «diverse comunità e i tipi di pane che producono».
In un’intervista ad «ARTnews», Eccles ha affermato che l’area intorno ad Al Riwaq rappresenta «uno dei grandi spazi democratici della città». Nei fine settimana, il parco circostante è affollato da qatarini di ogni provenienza e, nelle intenzioni del curatore, la quadriennale dovrebbe essere specchio di questa diversità.
Lui e gli altri curatori si sono ispirati anche ai resti di una nave affondata del X secolo. L’imbarcazione, che viaggiava da Baghdad all’Indonesia e forse fino alla Cina, è «la prova tangibile della Via della Seta marittima». Nella visione di Eccles, gli artisti selezionati per la quadriennale dovrebbero tener conto di questa estensione geografica.
Analizzando i movimenti delle correnti, il regime dei monsoni, le rotte marittime e le migrazioni, Eccles e il suo team si sono resi conto con sorpresa che i processi del X secolo spiegano la configurazione del Qatar contemporaneo. «È da qui che siamo partiti per tracciare una mappa regionale e individuare gli artisti da invitare alla quadriennale». La mostra rispecchierà quindi «il clima, l’acqua, i movimenti migratori e le realtà geopolitiche di oggi».
L’installazione di Tiravanija sarà visibile a febbraio, in occasione della prima edizione di Art Basel Qatar, che debutterà anch’essa quest’anno e avrà come direttore artistico l’artista Wael Shawky.
Per la quadriennale sarà inoltre dotata di un tetto ispirato alle forme del pane. «La struttura», ha affermato Eccles, «potrebbe assumere carattere permanente».
Negli ultimi due decenni la scena artistica qatarina ha acquisito una notevole rilevanza. Il Paese è noto soprattutto per istituzioni come il Mathaf: Arab Museum of Modern Art, una delle numerose realtà gestite da Qatar Museums. È invece meno conosciuto per grandi rassegne di arte contemporanea, elemento storicamente assente nel panorama locale.
La nuova quadriennale è destinata a diventare uno degli appuntamenti fissi più seguiti della regione del Golfo, dove la Sharjah Biennial – manifestazione consolidata, fondata nel 1993 e molto apprezzata negli Emirati – rimane la principale concorrente. Oltre i confini del Golfo, la quadriennale del Qatar si contenderà l’attenzione internazionale con la Diriyah Contemporary Art Biennale e la Islamic Arts Biennale, entrambe realtà recenti sostenute dal governo saudita.
Nell’ultimo anno il Qatar ha compiuto passi importanti per ampliare il proprio panorama culturale. Sono infatti in arrivo almeno due grandi novità: uno spazio dedicato all’opera di M.F. Husain, modernista indiano che trascorse un periodo nel Paese, e il Lusail Museum, presentato come la più grande istituzione al mondo interamente dedicata all’arte orientalista.
L’anno prossimo Art Basel Qatar è destinata ad attirare nel Paese numerosi osservatori internazionali, mentre il Qatar si prepara a partecipare con un proprio padiglione alla Biennale di Venezia.

Da «ARTnews US».

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