I progetti di Claire Tabouret per le nuove vetrate di Notre-Dame in mostra a Parigi

di | 26 gen 2026
Veduta dell’allestimento “Claire Tabouret: D’un seul souffle”, Parigi, Grand Palais, 10 dicembre 2025 – 15 marzo 2026.
Hans Lucas / AFP via Getty Images

Il 10 dicembre scorso, al Grand Palais di Parigi è stata inaugurata una mostra sui progetti dell’artista francese Claire Tabouret per sei nuove vetrate della cattedrale di Notre-Dame: lo riporta la rivista «The Art Newspaper». I modelli a grandezza naturale, realizzati a inchiostro su carta, rimarranno esposti fino al 15 marzo.
Le nuove opere sostituiranno quelle ottocentesche installate dagli architetti Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, che nel 1844 ottennero l’incarico di restaurare la cattedrale. Le vetrate originali, caratterizzate da semplici forme geometriche e da una palette cromatica ridotta, non erano state danneggiate dall’incendio del 2019, a differenza della guglia e della copertura di Notre-Dame. La decisione del presidente francese Emmanuel Macron e dell’arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich di sostituirle con l’opera di un’artista contemporanea ha suscitato la forte opposizione dei sostenitori della conservazione storica. (Una petizione che chiedeva a Macron di riconsiderare la scelta ha raccolto oltre 147.000 firme.)
Nonostante le polemiche, è stato indetto un concorso internazionale per selezionare il progetto delle vetrate sostitutive, con la clausola che si trattasse di un’opera figurativa. La proposta di Tabouret, che verrà realizzata dal celebre Atelier Simon-Marq, è stata scelta tra 110 candidature e raffigura la Pentecoste: il momento in cui lo Spirito Santo si manifesta ai discepoli di Gesù. Se le figure in primo piano sono eseguite nel caratteristico stile espressivo dell’artista, lo sfondo di ciascuna vetrata riprende i motivi del progetto originale di Viollet-le-Duc.
«Ogni qual volta un nuovo intervento artistico interessa una zona della Parigi storica nasce una controversia, ed è interessante far parte di questa vicenda», ha dichiarato Tabouret a «The Art Newspaper». «Col tempo la gente ha iniziato ad amare le colonne di Buren al Palais-Royal o la Piramide di I.M. Pei al Louvre. Il cambiamento va affrontato con cautela e questo progetto è estremamente prudente, molto delicato e armonioso».

Da «ARTnews US».

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