Apre il nuovo Centro della Fotografia di Roma all’ex Mattatoio

Alix Marie, Stretch, 2019. © Alix Marie

Al settantesimo anniversario di gemellaggio tra Roma e Parigi, apre oggi, presso ex Mattatoio, il Centro della Fotografia. A inaugurarlo sono tre mostre simultanee aperte al pubblico dal 30 gennaio al 29 giugno 2026: “Irving Penn. Photographs 1939-2007” di Irving Penn, le cui opere provengono dalla Maison Européenne de la Photographie (MEP) di Parigi; “C’è un tempo e un luogo” di Silvia Camporesi che indaga il rapporto tra paesaggio e memoria; e, infine, “Corpi reali, corpi immaginati” per Campo Visivo, lo spazio in cui tre artisti sviluppano, ciascuno nella propria opera, una riflessione sulla contaminazione della fotografia con la proiezione di materiali d’archivio.
La conferenza dedicata si è tenuta in presenza dell’amministratore delegato della Fondazione Mattatoio di Roma, Umberto Marroni, della Presidente della Fondazione, Manuela Veronelli, dell’assessore alla cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, dell’amministratore delegato di Civita Mostre e Musei, Giorgio Sotira, del Vice President Asset Management di Urban Vision Group, Marco Rizza e dei curatori delle mostre: Pascal Hoël e Frédérique Dolivet Head of collection del MEP, Alessandra Mauro, Federica Muzzarelli e Daria Scolamacchia.

Ad aprire la conferenza l’intervento dell’assessore alla cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio: «il Centro della Fotografia è un tassello strategico nell’ambito di uno spazio fondamentale come quello dell’ex Mattatoio, che diventerà un luogo creativo e culturale riunificato sotto la Fondazione Mattatoio di Roma. È la più grande trasformazione urbanistica e culturale degli ultimi vent’anni dopo l’Auditorium Parco della Musica. Oltre alla straordinaria estensione fisica del centro, che non ha eguali, ci sono i contenuti e le ambizioni: la connessione con la formazione, la sinergia con l’università di Roma Tre e le AFAM, soggetti che sapranno dialogare con le mostre che animeranno questo spazio e restituire cultura a ricercatori, appassionati, turisti e cittadini».

Forough Alaei, dalla serie Daughters of the Sea, 2019-2024. © Forough Alaei

Per Manuela Veronelli, presidente della Fondazione Mattatoio «Il Centro della Fotografia è la prima pietra del grande progetto di rigenerazione culturale e urbana, volto a trasformare l’ex complesso del Mattatoio di Roma in uno dei più grandi poli europei dedicati alle arti e alle culture contemporanee. La Città delle Arti sarà un luogo di produzione, esposizione e formazione, capace di integrare arti visive, cinema, musica e pratiche interdisciplinari. Pensata come una città nella città, sarà pubblica, aperta, inclusiva e attraversabile, concepita per favorire l’incontro tra artisti, istituzioni e cittadini e per promuovere nuove forme di partecipazione culturale. All’interno di questo disegno, il Centro per la Fotografia rappresenta uno dei nuclei fondativi del progetto».

Umberto Marroni, amministratore delegato della Fondazione Mattatoio, ha lavorato a lungo affinché questo spazio aprisse finalmente al pubblico con un’opera di restauro e innovazione consistente. Ha dichiarato: «L’inaugurazione del primo Centro della Fotografia di Roma rappresenta un traguardo significativo per la città. Un progetto da me proposto e approvato in Consiglio Comunale che si realizza oggi con l’apertura di un’infrastruttura culturale pubblica e permanente, dedicata alla fotografia e alle arti visive. Il Centro ha sede in uno dei padiglioni dell’ex Mattatoio, complesso di grande valore storico e architettonico oggi tra i principali poli culturali del Paese. Le mostre inaugurali e lo spazio Campo Visivo ne delineano fin da subito la vocazione nazionale e internazionale, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la fotografia in Italia e di dialogo con le principali istituzioni europee».

Silvia Camporesi, Fantasmi #5 (L’isola di San Michele), 2011. © Courtesy Collezione Gianfranco Caruso

Per Gianluca De Marchi, CEO di Urban Vision Group, main sponsor del progetto, «il Centro della Fotografia di Roma rappresenta un progetto culturale di grande valore, capace di coniugare rigenerazione urbana, ricerca artistica e apertura internazionale. Come Urban Vision Group crediamo che lo spazio pubblico non sia solo un luogo di passaggio, ma un luogo di relazione e di crescita collettiva. Sostenere un’iniziativa come questa significa contribuire a rendere la fotografia uno strumento vivo di dialogo, accessibile e capace di interrogare il presente».
Sempre Urban Vision Group, con le parole di Marco Rizza si è così espresso in merito: «L’apertura di questo Centro non è semplicemente l’inaugurazione di un nuovo luogo, ma l’avvio di un dialogo: tra Roma e l’Europa, tra memoria e contemporaneità, tra linguaggi artistici diversi. Le tre mostre inaugurali raccontano molto bene questa ambizione: la grande fotografia internazionale, la ricerca autoriale contemporanea e la sperimentazione sul corpo e sull’immagine come territorio vivo. Per questo crediamo che sostenere progetti culturali come il Centro della Fotografia significhi fare un passo in più: contribuire a trasformare lo spazio urbano in uno spazio di senso, dove le persone non solo passano, ma si fermano, osservano, riflettono. La fotografia, più di altri linguaggi, ha questa capacità: rendere visibile ciò che spesso resta ai margini, mettere a fuoco il presente, creare connessioni. In un tempo in cui siamo sommersi dalle immagini, luoghi come questo diventano fondamentali: perché non producono solo visibilità, ma consapevolezza.
Il Centro della Fotografia può diventare un presidio culturale stabile, aperto alla città, ai giovani, agli artisti, ai cittadini. Un luogo che non si limita a esporre, ma che genera domande».

Intervenuto alla conferenza, Giorgio Sotira, Amministratore Delegato Civita Mostre e Musei, che ha curato e prodotto gli spazi espositivi, ha detto: «l’apertura del nuovo Centro della Fotografia di Roma rappresenta un importante investimento culturale, dando vita a uno spazio aperto e inclusivo, in dialogo con il territorio e capace di accogliere pubblici diversi. Come produttori delle mostre, promuoviamo progetti espositivi dedicati alla cultura dell’immagine in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali. La fotografia si conferma uno strumento essenziale per comprendere il nostro tempo, in linea con la visione di Civita Mostre e Musei: avvicinare la cultura alle persone».

Irving Penn, Picasso (1 of 6), Cannes, 1957. Collection Maison Européenne de la Photographie, Paris. © The Irving Penn Foundation

In occasione della mostra “Irving Penn. Photographs 1939-2007”, venerdì 30 gennaio alle ore 18 ci sarà un incontro aperto al pubblico tra Alessandra Mauro, co-curatrice della mostra, e Vasilios Zatse, assistente personale di Irving Penn e vicedirettore della The Irving Penn Foundation. All’incontro parteciperà anche Pascal Hoël, co-curatore della mostra. Il dialogo metterà in relazione esperienza diretta e prospettiva archivistica e sarà l’occasione per approfondire la figura dell’artista, il suo metodo di lavoro e il suo approccio alla stampa fotografica. Un ruolo centrale sarà affidato alle testimonianze dirette di Vasilios, che offrirà ricordi personali e approfondimenti sul modo di operare di Irving Penn.