John Giorno, The Performative Word. MAMbo, Bologna

John Giorno’s Dial-A-Poem, 1970. Stampa fotografica in bianco e nero, 20,3 x 25,4 cm. Courtesy Giorno Poetry Systems

Dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, parte del Settore Musei Civici del Comune, dedica a John Giorno la prima grande retrospettiva istituzionale: “John Giorno: The Performative Word”, a cura di Lorenzo Balbi, allestita nella Sala delle Ciminiere. Per l’inaugurazione, avvenuta alle ore 18:00 del 4 febbraio, Neu Radio ha curato una sonorizzazione eseguita da Alice Malice.
Pionieristico nella sperimentazione poetica e massimo esponente della controcultura americana, John Giorno (1936-2019) era già parte dell’avanguardia newyorkese quando, nel 1969, creò Dial-A-Poem, opera centrale all’interno della mostra.
Nel 1963 aveva incontrato Andy Warhol, che lo aveva poi reso il protagonista di Sleep, il celebre filmato in cui Giorno viene ripreso mentre dorme per cinque ore consecutive. Nel 1964 aveva incontrato anche lo scrittore William Burroughs, tramite Brion Gysin, altro artista attivo all’epoca nella sperimentazione multimediale. L’influenza di queste tre figure cardinali – Warhol, Burroughs e Gysin – innescò in Giorno una profonda riflessione sulla poesia contemporanea e sulla sua inadeguatezza rispetto allo spirito del tempo. Da qui maturò in lui la volontà di spingere la poesia verso una trasformazione radicale, analoga a quella che arte, danza e musica avevano già intrapreso sotto l’impulso della cultura pop. Nasce da questo intento Dial-A-Poem, l’opera che permetteva a chiunque, in qualsiasi momento, di prendere il telefono e chiamare un numero per ascoltare le voci di artisti e poeti come Vito Acconci, Allen Ginsberg, Brion Gysin, che non solo leggevano poesia ma affrontavano anche temi sociali, come la guerra del Vietnam, la crisi dell’AIDS e la rivoluzione sessuale. Oggi Dial-A-Poem è diventata una rete globale che, grazie a questa retrospettiva, si estende anche in Italia. Un nuovo numero telefonico – +39 051 0304278 – verrà attivato in occasione della mostra e sarà raggiungibile gratuitamente per ascoltare la voce di poete e poeti italiani contemporanei come Antonella Anedda, Domenico Brancale, Milo De Angelis, Valerio Magrelli e Patrizia Valduga, selezionati da Caterina Molteni, curatrice del museo.

“John Giorno: The Performative Word”. Veduta dell’allestimento, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere 
Courtesy MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna. Foto di Ornella De Carlo 

Con Dial-A-Poem, Giorno saluta gli anni Sessanta dando avvio a una nuova ricerca sulla poesia visiva, che dagli anni Settanta accompagnerà tutta la sua carriera, ampiamente documentata nella retrospettiva: dai primi esperimenti con la stampa (Early Prints) fino agli ultimi Rainbow Paintings, realizzati per la prima volta nel 2015, passando per i Vinyl Paintings del 1989, che trovano sviluppo nelle serigrafie Black and White Paintings del 2010, e nelle tele a colori Perfect Flowers. Sono estratti delle sue poesie, versi laconici dei suoi testi che mappano capillarmente un pensiero non solo poetico ma anche politico: il suo attivismo nella comunità LGBTQIA+, la sua adesione al buddismo negli anni Settanta e il sostegno diretto ad artisti affetti da AIDS iniziato negli anni Ottanta con la fondazione dell’AIDS Treatment Project. Una traiettoria tra arte e attivismo che si corrobora nella mostra attraverso una sezione dedicata ai materiali d’archivio (libri, poster, lettere, ecc.), a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, e con un allestimento progettato da EX.

“John Giorno: The Performative Word”. Veduta dell’allestimento, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere 
Courtesy MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna. Foto di Ornella De Carlo

Altra opera presente all’interno di “John Giorno: The Performative Word” è la video-installazione THANX 4 NOTHING, creata da Ugo Rondinone, suo compagno di vita dal 1998. Nell’opera, l’artista ritrae Giorno mentre recita l’omonima poesia: «I want to offer back to you all my good and bad habits as magnificent priceless jewels», recita in apertura. Con una cascata di nomi, cose, eventi, perversioni e imperfezioni, la voce di Giorno salta dalla vita alla morte, al sesso, all’eccesso, a Ugo, a Andy, ai nemici, al suicidio, fino a raggiungere il Big Bang.
La mostra, realizzata in collaborazione con Giorno Poetry Systems e con il supporto della Galleria Thomas Brambilla, è accompagnata da una monografia edita da Mousse Publishing.

Dal 5 febbraio al 3 maggio 2026; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere, Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna; info: www.museibologna.it/mambo

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