IOCOSE, Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi. CUBO, Bologna

IOCOSE, From Outer Space To Ocean Depths, 2024. Courtesy degli artisti

Arrivato alla nona edizione, in occasione di ART CITY Bologna 2026, “das – dialoghi artistici sperimentali” presenta “Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi”, mostra personale di IOCOSE a cura di Federica Patti, aperta dal 6 febbraio al 26 maggio presso CUBO, il museo d’impresa del Gruppo Unipol.
Questa volta al centro del mirino di IOCOSE, collettivo che da vent’anni esplora le retoriche dell’innovazione tecnologica e del progresso, c’è NewSpace, movimento che inquadra la  colonizzazione dello spazio extraplanetario come unico futuro possibile per l’umanità al fine di alimentare desiderio e valore finanziario attorno a pochi astropreneur globali.
L’esposizione prende il nome da Point Nemo, il punto dell’Oceano Pacifico più distante da qualsiasi terra emersa, utilizzato per far precipitare veicoli spaziali dismessi. Da questo punto cieco, IOCOSE apre il percorso con Nemo Heights, agenzia futurista immaginaria che simula i linguaggi del NewSpace.

IOCOSE, The Hollow Chorus. Courtesy degli artisti

A Porta Europa si trovano opere note come The Hollow Chorus (Geodome) (2021), Moving Forward (2016 – in corso) e il video Going to Earth to Benefit Space (2022), che smascherano la retorica del progresso infinito e la narrazione salvifica dell’esplorazione spaziale.
Nella Torre Unipol, trasformata in Point Nemo Tower, compaiono le nuove opere Hic Sunt Leones (2024) e Hic Sunt Dracones, con cui IOCOSE propone un confronto tra antiche mappe coloniali e nuove geografie spaziali. Completa il percorso The Fortune Teller (2020), serie di stampe sul futuro ridotto a previsione automatizzata.
Il progetto è accompagnato da incontri e momenti di approfondimento che amplificano i temi critici della mostra.

Dal 6 febbraio al 26 maggio; CUBO, Piazza Sergio Vieira de Mello, 3, Bologna; info: www.cubounipol.it

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