Per la prima volta Hong Kong presenta due artisti alla Biennale di Venezia

di | 23 feb 2026
Kingsley Ng e Angel Hui. Courtesy e foto dell’Hong Kong Arts Development Council

In tutte le passate edizioni, la Biennale di Venezia aveva visto la partecipazione di un unico artista in rappresentanza di Hong Kong. Quest’anno invece saranno due: Angel Hui e Kingsley Ng, entrambi nati e residenti in città.
È anche la prima volta che l’Hong Kong Museum of Art (HKMoA) e l’Hong Kong Arts Development Council (HKADC) uniscono le forze in occasione della tredicesima partecipazione della regione all’esposizione nella Serenissima. Secondo il comunicato, i due artisti esploreranno «i ritmi poetici della vita quotidiana», in dialogo con il tema della mostra principale della Biennale, “In Minor Keys”, curata dalla compianta Koyo Kouoh.
Come negli anni passati, Hong Kong sarà ospitata nel Campo della Tana. In quanto regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong – come Macao e Taiwan – non ha un padiglione nazionale, ma organizza quello che viene definito un evento collaterale (i padiglioni nazionali sono infatti riservati ai Paesi con cui l’Italia intrattiene relazioni diplomatiche).
Angel Hui, classe 1991, è una pittrice che lavora con la tecnica tradizionale della pittura a inchiostro gongbi. Ha tenuto una personale all’Hong Kong Museum of Art ed è stata inclusa in diverse collettive al CAIXA Cultural Centre in Brasile, alla Monnaie de Paris e al chi K11 Art Space a Hong Kong.
Nato nel 1980, Kingsley Ng è professore associato presso l’Academy of Visual Arts della School of Creative Arts che fa parte della Hong Kong Baptist University. Artista multidisciplinare, ha presentato il proprio lavoro in diverse sedi tra cui il Centre for Heritage, Arts and Textile di Hong Kong, il Centre Pompidou di Parigi, la Echigo-Tsumari Art Triennale in Giappone e il MACRO di Roma.
In un articolo sul «South China Morning Post», Enid Tsui osserva che la scelta di due artisti così diversi risponde in realtà a due precisi obiettivi del governo: se da un lato Ng si allinea alle priorità dell’establishment, che punta sull’integrazione tra arte e tecnologia, dall’altro Hui rispecchia il desiderio di promuovere la cultura tradizionale cinese.
Lo scorso aprile, l’Hong Kong Arts Development Council ha estromesso M+, il museo d’arte contemporanea della città, dal ruolo di organizzatore della mostra – incarico che ricopriva dal 2013 – senza motivare in alcun modo questa decisione. «Artforum» ha ricordato le critiche che erano state mosse a M+ perché individuava gli artisti proprio tramite l’HKADC, rinunciando alla procedura aperta che in precedenza costituiva la prassi.
Questa volta l’HKADC ha preferito chiedere a istituzioni locali e organizzazioni professionali di segnalare dei nomi. Potevano essere candidati anche artisti e collettivi che già avevano ricevuto incarichi dai musei e dagli uffici del Leisure and Cultural Services Department (LCSD). Dalle oltre duecento segnalazioni pervenute è stata poi ricavata una rosa ristretta di finalisti.
Gli artisti sono stati scelti da una commissione composta dal professore Johnson Chang della China Academy of Art; dal professore Wang Huangsheng della Central Academy of Fine Arts; dal consulente del LCSD, William Lim; dalla curatrice dell’HKMoA, Prudence Ma; dalla direttrice dell’HKMoA, Maria Mok, e dal senior adviser del Mori Art Museum, Fumio Nanjo.

Da «ARTnews US».