Il M HKA di Anversa rimarrà un museo: lo afferma la ministra della Cultura del governo fiammingo

di | 01 mar 2026
Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen (M HKA). Foto Michael Jacobs/Art in all of us/Corbis via Getty Images 

Il governo della regione fiamminga del Belgio ha fatto marcia indietro riguardo al progetto di chiudere il M HKA (Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen) per trasformarlo in un centro culturale. Termina così, almeno per il momento, una controversia durata mesi sul destino di uno dei musei d’arte contemporanea più apprezzati d’Europa.
Nell’ambito di un nuovo piano per l’istituzione, che la ministra fiamminga della Cultura Caroline Gennez ha definito «M HKA 2.0», la collezione resterà ad Anversa: le opere non saranno dunque trasferite allo SMAK di Gand, come era stato annunciato in precedenza. Inoltre, il M HKA conserverà il proprio status museale e potrà perciò proseguire il suo programma espositivo.
Secondo il nuovo piano, ha dichiarato Gennez, il M HKA «sarà ancora di più un ponte che collega il patrimonio e la scena artistica contemporanea».
Gennez ha anche parlato di un’iniziativa che si prospetta come un cambiamento importante per la scena culturale fiamminga. Ha annunciato l’intenzione di istituire quella che ha definito un’Assemblea generale, destinata a riunire artisti e altri protagonisti del contesto creativo regionale, con l’obiettivo di favorire nuove forme di collaborazione. Secondo quanto riferito dall’emittente belga RTBF, lo SMAK sarà gestito direttamente dal governo regionale, come già previsto dal piano di riorganizzazione del sistema museale delle Fiandre.
Il progetto di chiudere il M HKA aveva suscitato forti critiche, sia in patria che all’estero. Artisti di spicco attivi in Belgio, tra cui Luc Tuymans e Otobong Nkanga, avevano lanciato appelli accorati per salvare l’istituzione, mentre nella sede del museo si svolgevano regolarmente manifestazioni di protesta. Il M HKA, inoltre, aveva sostenuto l’illegittimità del piano di Gennez, ricorrendo a un’azione legale per contestarlo.
Anziché diffondere un comunicato sul dietrofront del governo, il museo di Anversa ha preferito inviare alla stampa anglofona il suo programma per il 2026, che comprende mostre itineranti dedicate a Lee Bul e Nicola L., tra gli altri, e la mostra collettiva “we refuse_d”, sul tema della censura, recentemente ospitata dal Mathaf: Arab Museum of Modern Art a Doha, in Qatar.
Nel corso del 2026, il museo organizzerà inoltre, a rotazione, un ciclo di presentazioni della propria collezione permanente, tutte a ingresso gratuito. La raccolta, che da tempo mette in evidenza il ruolo centrale di Anversa nella storia dell’avanguardia del Novecento, sarà interpretata «come un campo di indagine in evoluzione» – un annuncio che ha il sapore della rivincita per una collezione che ha corso il rischio di essere trasferita altrove. Ricordando che il M HKA celebrerà il suo quarantesimo anniversario nel 2027, il direttore artistico Nav Haq ha dichiarato: «Il programma di quest’anno intende offrire alle nostre comunità uno spazio essenziale di riflessione non solo sul ruolo degli artisti e delle istituzioni culturali nella società, ma anche su ciò che occorre fare per garantire la sostenibilità delle loro pratiche in un clima politico turbolento».

Da «ARTnews US».

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Alex GreenbergerAnversaM HKA