Bvlgari partner esclusivo di Biennale Arte fino al 2030: presentato il progetto di Lotus L. Kang nello Spazio Esedra dei Giardini

Lotus L. Kang. © Carolyne Loreé Teston 

Tra le varie voci che il 25 febbraio hanno partecipato alla presentazione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, “In Minor Keys” di Koyo Kouoh, c’è stata anche quella di Matteo Morbidi, Heritage & Philanthropy Director di Bvlgari. Bvlgari – come già noto dallo scorso maggio – sarà nuovo partner esclusivo della celebre istituzione lagunare. La partnership durerà per le prossime tre edizioni (l’ultima, quella del 2030). L’intervento di Morbidi sul palco della Sala delle Colonne a Ca’ Giaustinan, storica sede della Biennale, ha rivelato alcuni nuovi sviluppi: il sodalizio porterà infatti i suoi frutti anche sul piano artistico, con l’inaugurazione di un padiglione riservato alla Maison romana presso lo Spazio Esedra dei Giardini. Lo spazio ospiterà inoltre un’opera inedita di Lotus L. Kang. 
Di origini canadesi, Lotus L. Kang possiede, nel panorama artistico contemporaneo, singolare grazia nel dialogare con la temporalità: il suo lavoro, che riflette su temi che comprendono eredità, transitorietà e memoria, trova espressione nell’utilizzo di materiali altamente vulnerabili. In Molt (2024-2025) come in Great Shuttle (2020-2021), ad esempio, la partita poetica si gioca sulle pellicole fotografiche stese ancora “a vivo”, che continuano a rimanere sensibili nello spazio che le circonda.
La partecipazione di Lotus Kang al Padiglione Bvlgari rappresenta un capitolo importante per la Maison romana: Kang, infatti, ha creato un’installazione che dà ampio spazio al tema del “divenire”.
La collaborazione tra le due istituzioni si inscrive in una storia che, ripercorsa contropelo, mostra come fosse solo questione di tempo prima che le due istituzioni si stringessero la mano. Morbidi, nel suo intervento, ha ricordato i loro anni di nascita: il Nord, in quell’Italia da poco unita, inaugurava la Biennale di Venezia nel 1885, mentre un anno prima, nella neonata capitale, prendeva forma la Maison Bvlgari, destinata a diventare uno dei nomi più autorevoli dell’alta gioielleria mondiale.
Entrambe, nel corso della loro storia, hanno operato per un fine comune: la libertà dell’arte. Ma in questa partnership non confluiscono solo intenti condivisi: vi si intrecciano anche i legami che Bvlgari ha costruito con Venezia ben prima di questo ultimo capitolo.
Nel quadro del suo impegno per la salvaguardia e la conservazione del patrimonio italiano –  oltre agli interventi condotti “in casa”, come il restauro conservativo della Scalinata di Trinità dei Monti –  la Maison ha contribuito anche al restauro della Scala d’Oro di Palazzo Ducale di Venezia nel 2006 e, dieci anni più tardi, ai dipinti di Paolo Veronese provenienti dalla chiesa di San Pietro Martire a Murano.
Questi primi segni di avvicinamento alla Laguna, uniti all’impegno che Bvlgari ha espresso negli anni anche a sostegno delle visioni contemporanee – di cui il MAXXI Bvlgari Prize è piena manifestazione – trovano oggi una naturale convergenza, suggellando il dialogo tra due eccellenze italiane che, fin dalle origini, hanno fatto dell’arte e della sua tutela una missione condivisa.

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026; La Biennale Arte, Giardini, Spazio Esedra; info: su labiennale.org;