Una nuova galleria d’arte arriva in città a bordo di un… camion

Se siete a New York e vedete in giro una flotta di camion U-Haul carichi di opere d’arte, sappiate che non si tratta di una rapina: è semplicemente l’ultimo modello di galleria d’arte arrivato in città.
La U-Haul Gallery è a tutti gli effetti un’impresa commerciale ospitata all’interno del celebre furgone da trasloco, creata nel maggio 2024 da James Sundquist e Jack Chase. Lo scorso autunno, Sundquist e Chase (rispettivamente direttore e curatore della galleria) hanno lanciato anche una fiera d’arte su ruote.
«La U-Haul Gallery è nata dalla frustrazione causata dagli impegni finanziari legati all’esposizione d’arte a New York» ha spiegato Chase in un’intervista via email ad «ARTnews». Invece di pagare ogni mese migliaia di dollari di costi fissi, la galleria utilizza il sistema del noleggio di camion, con una spesa di soli 19,99 dollari al giorno, più il costo del chilometraggio.
Questo nuovo tipo di spazio, ha proseguito Chase, rappresenta «un’alternativa più inclusiva e accessibile al formato espositivo contemporaneo. La mobilità ci permette di sfruttare il passaggio del pubblico delle gallerie e dei musei istituzionali, ma anche di presentare l’arte in contesti non convenzionali (eventi sportivi, parchi pubblici)».
A differenza delle gallerie tradizionali, la U-Haul Gallery ha il vantaggio di non dover mai traslocare. All’interno, le classiche pareti bianche da galleria vengono installate utilizzando i listelli di legno protettivi in dotazione a ogni mezzo. Luci aggiuntive sono collegate alla presa di corrente nel cruscotto. All’esterno, in cima al camion, svetta un’insegna di compensato con il logo della galleria, realizzata con lo stencil a mano.
Per quanto riguarda l’arte, Sundquist e Chase si concentrano su quei «progetti che sarebbe difficile presentare in gallerie convenzionali, soprattutto per via dei problemi economici. Grazie ai costi ridotti e alle entrate diversificate, possiamo persino permetterci di correre dei rischi con mostre che non sarebbero finanziariamente sostenibili nel contesto di una galleria tradizionale», ha dichiarato Chase.
Nell’autunno 2024, ad esempio, U-Haul Gallery ha presentato la performance pop-up Show of Stolen Goods dell’artista Victoria Gill, in cui Gill, Chase e Sundquist hanno inscenato una specie di rapina: in mostra c’era letteralmente una selezione di oggetti rubati, tra cui un assortimento di pettini neri. Le candidature per la mostra sono state pubblicizzate tramite un’open call su Instagram (alcuni oggetti venivano da una precedente edizione londinese).

Così, mentre le commissioni dei broker scendono sempre di più, i prezzi degli affitti a New York continuano a salire e le fiere d’arte arrancano di fronte ai grandi cambiamenti del mercato, il modello itinerante non sembra affatto una cattiva idea. «La U-Haul Art Fair è un’opportunità per estendere i vantaggi unici di questa nuova tipologia a gallerie e curatori che sono animati dal nostro stesso spirito. Questo permetterà di ampliare il nostro modo di lavorare nello spazio pubblico e di creare nuovi siti espositivi», ha aggiunto Chase.
La “U-Haul Art Fair” si è svolta dal 5 al 7 settembre 2025, in concomitanza con l’“Armory Show”, nel quartiere di West Chelsea a New York. Hanno partecipato dieci espositori, tra gallerie e curatori indipendenti, tutti ospitati all’interno di camion U-Haul.
«Assistendo all’ondata di pensionamenti tra i mercanti della vecchia guardia, crediamo che non ci sia momento migliore per la U-Haul Gallery. Secondo noi, il white cube tradizionale ha fatto il suo tempo. C’è un forte interesse per modalità espositive nuove e più energiche, soprattutto qui, nella capitale mondiale del white cube», ha dichiarato Chase.
Da «ARTnews US».