Le Paris Sales di aprile confermano Parigi come un avamposto centrale per gli scambi sul mercato dell’arte europeo

Sulla mappa del mercato dell’arte Parigi sta assumendo, ormai da alcuni anni a questa parte, un peso specifico sempre più definito. La dimostrazione di questo fenomeno la si deve, oltre che all’irrobustimento del sistema fieristico con Art Basel Paris in prima linea in autunno e alla nascita di molte gallerie in città, anche ai decisi risultati del mercato secondario. Aste viste come appuntamenti imprescindibili per i collezionisti della Ville Lumière e le cui sessioni principali per Christie’s e Sotheby’s si svolgono, solitamente, tra ottobre ed aprile. A questo si aggiunge anche un sistema fiscale favorevole che vede l’Iva ridotta al 5,5% sulla compravendita delle opere d’arte in Francia sebbene in Italia, giusto per ricordarlo, si arrivi al 5%.

A tal proposito, tra il 15 e il 16 aprile 2026 si sono svolte le Paris Sales, ovvero le sessioni di arte moderna e contemporanea di Christie’s e Sotheby’s in riva alla Senna. I ricchi cataloghi, costruiti ad hoc per il gusto del collezionismo europeo, hanno spaziato tra le avanguardie del secondo Novecento, senza tralasciare i pilasti dell’impressionismo. I risultati sono stati più che soddisfacenti e hanno confermato il posizionamento sempre più centrale di Parigi quale piattaforma di rilievo per gli scambi sul mercato secondario.
Si è iniziato con Christie’s che il 15 aprile in apertura di serata ha presentato Radical Genius: Works on Paper from A Distinguished Private Collection, catalogo pregevole di lavori su carta a firma, tra gli altri, di maestri del calibro di Picasso, Turner, Klee e Mondrian. La vendita ha fruttato 15.670.000 euro, superando la stima bassa prevendita fissata a 11.000.000, confermando l’interesse, spinto anche dallo spessore delle opere offerte, per il segmento specifico. Sul podio delle aggiudicazioni l’acquerello e grafite su carta Femme assise (Madame Cezanne) (1902-1904) di Paul Cezanne che ha trovato un nuovo proprietario a 3.964.000 euro, seguito da Study I for Broadway Boogie Woogie (recto); Sketch for a Rectangle Composition with Colour Indications (verso) (1942) di Piet Mondrian passato di mano a 3.720.000 euro e da Femme nue debout aux mains croisées (1906) di Pablo Piccasso, venduto, sopra la stima alta, per 2.500.000 euro. Ottimi riscontri anche per i lavori di Paul Klee e J.M.W. Turner con aggiudicazioni assestate in range 200.000 e 800.000 euro.

A seguire è toccato alla 20th & 21st Century Art Evening Sale con selezione composta da un nucleo di una cinquantina di lotti e che ha prodotto una sale total di 40.645.650 euro. Risultato ragguardevole e molto vicino alla stima alta prevendita posta a 42.000.000.
A toccare la vetta dell’asta è stata la mela gigante di bronzo plasmata da Claude Lalanne intitolata Pomme de New York (2008), quale omaggio alla città: la grande mela. La scultura è stata aggiudicata per 6.038.000 euro, incluse le commissioni, segnando un nuovo record per l’artista. Del resto, quella dei coniugi Claude e François-Xavier Lalanne, che hanno riscritto la partitura del design contemporaneo tra scultura e fantasia, è una ascesa solida sul mercato di un certo profilo, basti ricordare che l’Hippopotame Bar di François-Xavier è passato di mano da Sotheby’s New York lo scorso dicembre per oltre 31.000.000 di dollari. In asta anche i lotti n. 40 e 41 erano sculture di Claude Lalanne ed entrambe hanno polverizzato le rispettive stime alte trovando nuovi proprietari, rispettivamente, per 1.397.000 e 1.143.000 euro, mentre le altre cinque composizioni del marito François-Xavier in catalogo sono state vendute tra 300.000 e 500.000 euro.

Dal fronte pittura, il dipinto di Maurice de Vlaminck (1876-1958) La Femme au chapeau (1906) è finito probabilmente al garante di parte terza per 5.550.000 euro, mentre sopra i due milioni di euro sono stati aggiudicati Femmes et oiseaux dans la nuit (1967) di Joan Miró e un Abstraktes Bild (1992) di Gerhard Richter. Un capitolo a parte merita l’arte italiana. Più di un quinto del catalogo era a firma di opere di Schifano, Fontana, Spalletti, Dorazio, Anselmo, Kounellis, De Chirico e Vedova. Tutte le opere sono state vendute, molte delle quali ben sopra la stima alta, ma tra i risultati migliori si annoverano quelli di Jannis Kounellis con Sans Titre (1960) a 762.000 euro e Piazza d’Italia di Giorgio De Chirico (1965) a 698.500 euro.

Il giorno seguente l’Art Moderne et Contemporain Evening Auction del 16 aprile di Sotheby’s ha fruttato una vendita totale di 34.931.300 di euro, con trentacinque lotti in vendita e solo due a produrre circa il 50% del totale, ovvero Vétheuil, effet du matin (1901) e Les Îles de Port-Villez (1883), entrambi a firma Claude Monet. I dipinti hanno realizzato, incluse le commissioni, un aggregato di 16.646.500 euro. Altro nucleo di lavori molto apprezzato è stato quello composto dai sette lavori di Marc Chagall offerti ai bidders, i quali sono stati tutti venduti sopra le stime alte e per un totale aggregato di 5.004.800 euro. Ottimo traguardo anche per l’arte italiana che con i due tagli su sfondo blu di Concetto Spaziale, Attese (1968) di Lucio Fontana ha superato i due milioni di euro di aggiudicazione, incluse le commissioni.
