Alla Milano Design Week, la collaborazione tra Maison Perrier-Jouët e Marcin Rusak

“Forum Florum: Herbarium of the Present”, 2026. Milano Design Week, SIAM1838, Milano.

Presentata durante la Milano Design Week, l’installazione Plant Pulses, ideata dall’artista e designer polacco Marcin Rusak (Varsavia, Polonia, 1987), rappresenta il cuore di un progetto multidisciplinare promosso da Maison Perrier-Jouët, realtà nata nel 1811, da tempo impegnata nello sviluppo di soluzioni ambientali e nella promozione della biodiversità. L’opera fa parte della mostra “Forum Florum: Herbarium of the Present” di Marcin Rusak Studio, visitabile dal 21 al 26 aprile nella sede della SIAM1838 – Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri.
La mostra non è solo un’opera da osservare, ma un ambiente da attraversare, un viaggio sensoriale all’interno del mondo vegetale. Al centro dello spazio espositivo si erge una grande scultura, concepita come un erbario contemporaneo. Rusak ha selezionato tre specie simbolo della biodiversità della Champagne – la vite, l’aristolochia europea e il trifoglio bianco – integrandole con elementi autentici del territorio, come campioni di suolo gessoso e viti giunte al termine del loro ciclo vitale. Il tutto è racchiuso in una resina sintetica sviluppata dall’artista, che sospende il tempo e preserva la materia organica, trasformando la scultura in una sorta di capsula della memoria.
È il paesaggio sonoro a guidare realmente l’esperienza. I suoni che attraversano lo spazio derivano da una ricerca condotta presso la AGH University of Science and Technology di Cracovia dai ricercatori Bartek Chojnacki e Klara Chojnacka, i quali hanno dimostrato che le piante, in condizioni di stress idrico, emettono segnali ultrasonici. Tradotti in frequenze udibili, questi impulsi diventano i protagonisti dell’installazione. Il risultato è una partitura minimale articolata in tre momenti: la disidratazione, resa attraverso suoni acuti e tesi; la comunicazione tra piante, evocata da onde sonore fluide e oscillanti; e la reidratazione, caratterizzata da un’atmosfera più vibrante e armonica. I suoni si diffondono nello spazio seguendo una spirale invisibile, accompagnando il visitatore verso il centro dell’installazione e suggerendo l’idea di un ciclo naturale continuo, mai lineare.

“Forum Florum: Herbarium of the Present”, 2026. Milano Design Week, SIAM1838, Milano.

Parallelamente, un sistema di schermi circolari dà vita a un linguaggio visivo inedito: forme minimali e geometriche si trasformano gradualmente in strutture organiche, fino a richiamare l’effervescenza delle bollicine, in un sottile rimando all’identità della Maison. Anche gli elementi d’arredo partecipano alla narrazione: le sedute stampate in 3D e decorate con piante raccolte a Épernay invitano il pubblico a fermarsi, osservare e immergersi pienamente nell’esperienza.
Il progetto si inserisce in una visione più ampia portata avanti da Maison Perrier-Jouët, da sempre ispirata al proprio patrimonio botanico. Dal 2012 la Maison sviluppa collaborazioni con artisti e creativi per interrogare la complessità del mondo vivente, promuovendo una riflessione sull’interdipendenza tra le specie e sul nostro ruolo nella tutela dell’ambiente. Negli ultimi anni, il dialogo si è evoluto ulteriormente, mettendo in relazione la ricerca artistica con problematiche ambientali concrete legate ai vigneti.
In questo contesto, Plant Pulses assume anche una dimensione prospettica: oltre a tradurre in esperienza estetica i segnali delle piante, apre a possibili applicazioni scientifiche future. Maison Perrier-Jouët ha infatti avviato da tempo un confronto con i ricercatori dell’AGH University di Cracovia per valutare come questi studi possano essere estesi ai vigneti reali. L’analisi dei plant pulses potrebbe un giorno contribuire alla gestione delle risorse agricole, offrendo nuovi strumenti per comprendere lo stato di salute delle piante.
La ricerca si affianca al programma di viticoltura rigenerativa avviato dalla Maison nel 2021, oggi applicato, per il momento, solo su ventotto ettari di vigneto, ma con l’obiettivo di raggiungere la totalità della superficie entro il 2030. Un percorso che integra pratiche capaci di avere un impatto positivo sulla biodiversità e sull’equilibrio degli ecosistemi, rafforzando l’idea che le sfide ambientali richiedano un approccio collettivo e multidisciplinare.
Plant Pulses si configura così come un’opera totale, in cui arte, tecnologia e scienza convergono per rendere percepibile ciò che solitamente sfugge ai sensi. Più che una semplice installazione, è un dispositivo di ascolto e consapevolezza, che traduce il linguaggio silenzioso delle piante in una forma comprensibile e coinvolgente. 

Dal 21 al 26 aprile 2026; Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri (SIAM 1838), Via Santa Marta 18, 20123, Milano; info: www.siam1838.it