Riscoprire la dinastia dei Cascella: cinque generazioni di artisti per la prima volta a Madrid

Ideata per gli spazi espositivi dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, la mostra “La Famiglia Cascella. Oltre il Tempo” (26 settembre 2025 – 17 gennaio 2026) presenta, in occasione dei centocinquant’anni dall’avvio, nel 1875, dell’attività artistica di Basilio Cascella (1860-1950), un resoconto unico, in continuo divenire, di questa dinastia: un insieme di artisti originali e poliedrici che a partire dal capostipite e lungo cinque generazioni hanno partecipato in prima persona a ogni manifestazione dell’arte più avanzata e di ricerca fino a oggi. Originari dell’Abruzzo, poi attivi a Roma, Milano, Parigi e nel mondo, i Cascella nel corso dei decenni si sono cimentati in ogni arte: pittura, scultura, illustrazione, editoria, ceramica, poesia, videoarte, fotografia e linguaggi digitali, fino alle ricerche più avanzate che si avvalgono delle AI, si intrecciano come in una partitura corale, per l’appunto “oltre il tempo”.
A rendere queste figure ulteriormente interessanti è la consapevolezza che non si tratta di una semplice bottega famigliare, né dell’avvicendarsi di padre in figlio nella ricerca in uno specifico ambito, ma di una “costellazione” di esperienze e di una molteplicità di esiti artistici intrecciati ma indipendenti.
È curioso che fino ad oggi non fosse ancora stato concepito un vero e proprio progetto espositivo internazionale su questa famiglia: la mostra all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, racconta per la prima volta, fuori dai confini italiani, gli esiti di una nuova ricerca sulla famiglia Cascella, grazie al sostegno dello stesso Istituto, dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, del Consiglio Regionale dell’Abruzzo con il coordinamento dell’Associazione Casa Abruzzo – La Casa degli Abruzzesi in Spagna, su progetto curatoriale e organizzativo della associazione Nuova Artemarea, con la supervisione scientifica dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.
La storia

Basilio Cascella (1860-1950), figlio di un sarto specializzato in abiti per signore, fin da bambino si abitua al contesto del laboratorio di artigianato, per poi trasferirsi a Roma dove impara la tecnica della litografia; la svolta avviene nel 1880 quando, chiamato a svolgere il servizio militare a Pavia, fa la conoscenza di Medardo Rosso e del pittore napoletano Vincenzo Irolli, per poi frequentare a Milano gli artisti e intellettuali del circolo de la “La Famiglia Artistica”, tra cui Gaetano Previati, Tranquillo Cremona, Giacomo Puccini e Pietro Mascagni. Basilio inizia presto a imporsi nella pittura: rappresenta il tema sacro, il folclore locale dell’antico Abruzzo pastorale tenendo presente il respiro estetico simbolista di fine Ottocento e inizio Novecento. Cascella diviene presto celebre per le sue stampe litografiche, le sue cartoline d’artista (che vennero collezionate in tutta Europa) e le riviste da lui edite come «Illustrazione Abruzzese», «Illustrazione Meridionale» e «La Grande Illustrazione», a cui partecipano grandi nomi della letteratura come l’amico e concittadino Gabriele D’Annunzio, Sibilla Aleramo, Grazia Deledda, Matilde Serao, Clemente Rebora, Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello, Filippo Tommaso Marinetti. Le riviste edite da Basilio Cascella divennero celebri anche per le illustrazioni e riproduzioni di opere di artisti all’avanguardia come Gino Severini, Umberto Boccioni, Félix Delmarle, che ebbero spazio assieme ad Adolfo Wildt, Armando Spadini, Plinio Nomellini, Duilio Cambellotti, Tommaso e Michele Cascella, giovani artisti figli di Basilio.
Tommaso (1890-1968) e Michele (1892-1989), oltre al terzo figlio Gioacchino (1903-1982), riuscirono a cogliere l’eredità artistica di Basilio Cascella, rinnovandola. Formandosi in casa, nei laboratori grafici del padre-maestro, Tommaso e Michele si specializzarono nella pittura, affacciandosi con curiosità sin da giovanissimi alle tendenze europee di inizio secolo, con le quali si sarebbero trovati di pari passo; non a caso, tramite la rete di relazioni instaurate da Basilio, esposero in una mostra congiunta nel 1909 presso la Galleria Druet a Parigi, partecipando nello stesso anno al Salon d’Automne, mostrando una prima fase postimpressionista; in seguito, a partire dal 1920, presero parte alle Biennali di Venezia. Allo stresso tempo, assieme a Gioacchino, si dedicarono anche all’arte ceramica nello stabilimento di famiglia a Pescara.
In mostra negli ambienti dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, La Sala Belvedere presenta un nucleo di opere storiche ottocentesche e dei primi del ’900, rendendosi quindi la sorgente, il battito originario, da cui è nata la storia artistica della famiglia, con opere-simbolo come Madonna della Pace (1895 circa) e Portatrici d’acqua (1906) di Basilio (dal Museo Civico Basilio Cascella di Pescara), Ragazza di Schio (1918) e Trifoglio in fiore (1931) di Michele e Natività di Tommaso (1934), oltre a opere di Andrea (1919-1990) e Pietro Cascella (1921-2008), protagonisti della terza generazione della famiglia, delle quali ne ricordiamo una in particolare: Testa (Donna di Rapino), celebre ceramica dalle forme antropomorfe realizzata a quattro mani dai due fratelli nel 1950. Entrambi figli di Tommaso, Andrea e Pietro rappresentano il punto di confine tra la prima e la seconda metà del ’900, consacrandosi, grazie al loro innegabile talento e internazionalizzazione, al fil d’or della dinastia. Non è un caso che il percorso espositivo della mostra si apra proprio negli spazi antistanti alle successive sale, con una scultura emblematica in alluminio di Pietro Cascella (Senza titolo, 1961), artista che si fa ponte generazionale tra avi e nipoti.
La mostra è stata l’occasione anche per ristudiare i fondi archivistici presso gli eredi degli artisti, la nascita stessa del Museo Civico Basilio Cascella di Pescara, i documenti conservati all’ASAC di Venezia (con la costante presenza dei Cascella alle biennali veneziane) e alcune opere realizzate tramite concorsi pubblici in Italia e all’Estero: ci limitiamo a ricordare, di Pietro Cascella, il Monumento al martirio del popolo polacco e degli altri popoli ad Auschwitz e le committenze per il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, approfondite in catalogo assieme ai lavori per l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara e le opere pubbliche realizzate a Matera da Andrea Cascella oltre che dallo stesso Pietro.
Proprio dal Museo Basilio Cascella di Pescara è in mostra a Madrid Figure geometriche, opera di Pietro che presenta un insieme di studi per monumenti, ricondotti anche ai due Portabandiera realizzati nel corso degli anni Sessanta per l’ingresso della Farnesina, restaurati proprio nel 2025 dal Ministero.
Il futuro, oggi

Pietro ha quattro figli: Tommaso Jr (1951), Benedetta (1946), Susanna (1956) e Jacopo (1972). Benedetta è poetessa, mentre tutti gli altri si cimentano nell’arte figurativa. Susanna è artista tessile e mantiene così coerentemente in vita quel filone anche decorativista che scorre nel sangue della famiglia, come nel suo arazzo, Labirinto (2022), dai motivi arcaici, mediterranei, già affrontati in scultura anche da suo padre Pietro. Esattamente come l’omonimo nonno, Tommaso Jr è pittore; ma allo stesso tempo si cimenta anche nelle arti plastiche, in particolar modo nella scultura. Qui la ricerca dell’elemento primitivo, quasi naïf, non sta tanto nella matericità dell’opera, quanto nella purezza e leggerezza delle forme. Alla pietra grezza impiegata da Pietro, Tommaso contrappone materiali malleabili, metalli vari, rame e anche bronzo, dalle forme fluide e appuntite, che navigano nello spazio e si muovono nel vento. La sua arte intreccia la costruzione di immagini visive, scrittura, poesia, rendendo questi elementi propri. Jacopo, invece, abbraccia uno stile narrativo che rivisita la simbologia medievale con accostamenti a volte surrealisti, a volte concettuali, con stilemi gotici modernizzati e resi propri, trasmessi con toni accesi. Sempre della quarta generazione, ma figlio di Andrea, è Marco Cascella (1949), pittore che esprime movimenti, forme e traiettorie colme di sensibilità e introspezioni geometriche le quali nei momenti più intimi si intrecciano tra loro, alludendo, forse inconsapevolmente, alle forme concave e convesse sintetizzate nelle sculture del padre. I dialoghi tra le diverse generazioni sono presenti sia nella Sala degli Specchi, sia nella Sala Bianca dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, dove Andrea e Pietro si guardano negli occhi, con le sculture Canto Notturno (1990) e Ara Pacis (2006), seguiti dalle opere dei figli e nipoti; fra tutte, le due tele monumentali di Tommaso Jr, Sulla meridiana del desiderio e Come l’amore e tutte le brame (2010) e le elaborazioni dei più giovani della famiglia, come Rerum Novarum I, II, III (2025) di Matteo Cascella, in arte Matteo Basilè (1974), esposti in anteprima a Madrid; e Gillo Dolfles video portrait (2014), video ritratto realizzato da Davide Cascella, in arte Davide Sebastian (1981).
Un focus specifico sui fratelli Matteo Basilè e Davide Sebastian è nello Spazio Dante, vero e proprio off della mostra allestita all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid: un dialogo evocativo e trasversale fra i due artisti della quinta generazione che maneggiano e plasmano, al posto della pittura e della scultura, l’immateriale, tra fotografie rielaborate, video e IA. Una ciclicità senza tempo, quella dei Cascella, che continua a intrecciare passato e presente in un dialogo fecondo tra tradizione e innovazione.
Il catalogo, edito da Treccani in tre lingue (italiano, spagnolo, inglese), diviene un ulteriore strumento di approfondimento, frutto delle ricerche specifiche realizzate per la mostra, con saggi di Guicciardo Sassoli (curatore della mostra), Letizia Lizza, Elena Pontiggia, Marco Cerbo e Orante Paris, Liborio Stuppia e Enrico Miccadei, Simona Spinella.