Chiharu Shiota e il groviglio umano

Chiharu Shiota, Uncertain Journey, 2016-2025. “Chiharu Shiota-The Soul Trembles”. Veduta dell’allestimento. MAO Museo d’Arte Orientale, Torino. Courtesy di MAO Museo d’Arte Orientale. Foto di Giorgio Perottino

Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino ospita la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles, a cura di Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum, e Davide Quadrio, direttore del MAO, con l’assistenza curatoriale di Anna Musini e Francesca Filisetti.
La mostra monografica dedicata all’artista giapponese che nel 2015 ha rappresentato il Giappone alla Biennale di Venezia arriva a Torino come anteprima nazionale e prima assoluta in un museo di arte asiatica, dopo essere stata ospitata in importanti istituzioni internazionali, tra cui il Grand Palais di Parigi, il Busan Museum of Art, il Long Museum West Bund di Shanghai, la Queensland Art Gallery di Brisbane e lo Shenzhen Art Museum
Il progetto si configura come un’unica installazione vivente che ripercorre l’intera produzione di Shiota attraverso disegni, fotografie, sculture, video di performance e alcune delle sue più celebri installazioni ambientali e monumentali. L’attenzione è rivolta anche al legame dell’artista non solo con i materiali ma anche con il teatro: dal 2003 Shiota ha infatti realizzato scenografie per nove produzioni liriche e teatrali.
Gli spazi del MAO ospitano alcune delle installazioni più iconiche dell’artista, come quelle composte da fili rossi o neri intrecciati a creare strutture immersive, spesso ispirate a esperienze personali, come Uncertain Journey (2016), costituita da scheletri di imbarcazioni disposti in uno spazio avvolto da fili rosso vivo, o Silence (2008), un reticolo di fili neri entro cui sono collocati un pianoforte e diverse sedute bruciate.
In mostra anche opere più recenti, come Accumulation – Searching for the Destination (2021), composta da centinaia di valigie oscillanti, simbolo di memoria, viaggio e migrazione sia personale sia collettiva.
L’artista, nata in Giappone ma residente in Germania da oltre vent’anni, riflette nelle sue opere lo status di straniera e di essere umano in transito, una condizione universale. Shiota invita a immergersi nelle sue installazioni e a riflettere sulla vita, sulla morte e sulla natura delle connessioni umane, di cui il filo rosso diventa metafora e materia del legame che unisce e trattiene.

In concomitanza con la mostra al MAO di Torino, una grande installazione site-specific di Shiota è stata presentata al MUDEC – Museo delle Culture di Milano. L’installazione inedita, dal titolo The Moment the Snow Melts è visitabile fino al 28 giugno 2026, ed è stata presentata come anticipazione alla mostra “Il senso della neve”, inaugurata il 12 febbraio 2026.

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