“Con te con tutto”, la mostra di Chiara Camoni curata da Cecilia Canziani al Padiglione Italia alla Biennale di Venezia

Chiara Camoni e Cecilia Canziani durante un sopralluogo a Venezia. Foto di Camilla Maria Santini

Dal 9 maggio al 22 novembre il Padiglione Italia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia ospiterà “Con te con tutto”, mostra di Chiara Camoni curata da Cecilia Canziani. Il progetto è stato presentato oggi, 10 marzo, a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, nel corso della conferenza ufficiale dedicata al padiglione italiano.
Ad aprire l’incontro i saluti virtuali del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato l’eccellenza artistica e curatoriale del progetto e il valore della collaborazione tra l’artista e la curatrice.
Il Commissario del Padiglione Italia e Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Angelo Piero Cappello, ha evidenziato come la mostra rappresenti una scelta culturale chiara: sostenere una ricerca artistica che sappia anche coniugare tradizione e contemporaneità. Nel lavoro di Chiara Camoni, la memoria storica e la manualità artigianale costituiscono il punto di partenza, ma vengono continuamente rielaborate, reinterpretate e condivise. La tradizione non è mai fine a sé stessa: diventa invece uno strumento per un dialogo universale, in cui sensibilità femminile e contemporaneità ridefiniscono il senso della scultura e dello spazio espositivo. Al contempo, il progetto restituisce un’idea di arte fondata sulla relazione, sulla dimensione condivisa del fare e sulla responsabilità verso la materia e le comunità che partecipano al processo creativo.
Cappello ha inoltre sottolineato come, per la prima volta, il Padiglione Italia sia stato affidato a un team interamente al femminile, una scelta che rafforza l’orientamento del progetto verso pratiche collaborative e sensibili alle dinamiche della relazione. Il Padiglione si armonizza così con il tema della Biennale diretta da Koyo Kouoh – scomparsa prematuramente nel 2025 –, “In Minor Keys”, che pone al centro gesti minimi, ascolto e processi di costruzione condivisa. Come ha ricordato nel corso della conferenza anche il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, il titolo scelto da Kouoh invita a ripensare il nostro modo di abitare il mondo attraverso materia, relazione, ascolto e collaborazione: dimensioni essenziali dell’esperienza umana che tornano oggi a occupare un ruolo centrale nella riflessione artistica contemporanea.
Il presidente della Biennale ha poi evocato, per spiegare il progetto, il neologismo dantesco “intuarsi” (dal verso Pd, 8: «s’io m’intuassi, come tu t’inmii») per descrivere il senso profondo della mostra. L’espressione richiama l’idea di entrare nell’altro, di riconoscersi reciprocamente, leggersi nel pensiero.
Per Chiara Camoni e Cecilia Canziani, “Con te con tutto” è una dichiarazione di apertura verso l’altro in tutte le sue forme: le persone, il mondo e verso tutto ciò che eccede l’individualità dell’artista. Fin dal titolo, il progetto si presenta come una chiamata al raduno, quasi un invito a una festa. Il Padiglione non è pensato come una mostra monografica, ma come uno spazio plurale e corale, costruito attraverso relazioni, collaborazioni e contributi diversi, dove le opere diventano occasioni di incontro e strumenti per reimparare a guardare il mondo.

Chiara Camoni, Sister (Capanna), 2022. Terracotta nera, ferro, fiori freschi e secchi, 220 x 140 x 150 cm (dimensioni variabili). Collezione privata

Il lavoro di Chiara Camoni nasce infatti da una pratica profondamente collettiva: nel tempo, attorno al suo atelier si è formata una comunità di amici, vicini, studenti e collaboratori, che con la loro presenza influenzano il processo creativo dell’artista. Cecilia Canziani sintetizza questo approccio citando una frase dell’artista: «Faccio un vaso e faccio il mondo intero». Un gesto semplice – modellare l’argilla, lavorare la terra – diventa così il punto di partenza per immaginare nuovi mondi e nuove possibilità di relazione.
La mostra si articola come un’unica grande installazione che coinvolge l’intero Padiglione, immaginato come un paesaggio in trasformazione in cui il corpo delle sculture e quello dei visitatori sono invitati a entrare in dialogo. In questo senso, il progetto prova a tradurre all’interno di uno spazio istituzionale la dimensione quotidiana e relazionale della pratica dell’artista, quasi sovrapponendo l’immagine del Padiglione a quella del suo studio: un luogo vissuto, attraversato da incontri, gesti e presenze.
Le opere di Camoni, inserite nella tradizione della scultura italiana dal Novecento all’Arte Povera, appaiono come epifanie ibride, sospese tra umano, animale e sacro, capaci di instaurare un fragile ma vitale equilibrio con l’ambiente circostante. Le opere occupano interamente il Padiglione, articolandosi nelle due grandi tese dell’edificio. La prima, in penombra, ospita un bosco di sculture in terracotta: alte poco più di una persona, sono presenze arcaiche, quasi divinità minori che evocano un paesaggio in cui umano, animale e naturale si mescolano, invitando i visitatori ad attraversarle e a instaurare con esse una relazione diretta.

Chiara Camoni, “Deaux Soeurs”. CAPC, Bordeaux (FR), 2021. Veduta dell’installazione della mostra. Foto di Camilla Maria Santini

La seconda tesa, completamente illuminata, appare come un mondo in costruzione: un’architettura aperta composta da elementi che emergono dal suolo e si trasformano in pavimenti, pareti, sedute e contenitori. Il cuore dello spazio è una piazza circondata da lunghe panche, pensata come luogo di sosta e di incontro.
Lo spazio della seconda tesa, per tutta la durata della Biennale, ospiterà diversi appuntamenti: Dialoghi a cura di Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli e il Public program curato da Lungomare – che ha creato anche l’identità visiva, il design editoriale per il catalogo della mostra edito da NERO Editions.
Sempre Lungomare, in collaborazione con il progetto Ciao! di Fondazione Amplifon e con la consulenza della Scuola Nazionale Patrimonio Attività Culturali nell’ambito di Personaeper. Accessibilità nei luoghi della cultura, si è occupato del progetto per l’accessibilità del Padiglione: una pratica necessaria per rendere l’esperienza artistica uno spazio condiviso con tutti.

Chiara Camoni, Venere, 2025. Courtesy dell’Artista e SpazioA, Pistoia. Foto di Andrea Rossetti


Per altre informazioni riguardanti la 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia: https://www.artnewsitalia.com/2026/02/26/annunciata-in-minor-keys-la-61-esposizione-internazionale-darte-della-biennale-di-venezia-curata-da-koyo-kouoh/