Consonni Radziszewski apre a Milano: tre puntini sulle “i”, tre città, un’unica visione

di | 18 mar 2026
Matteo Consonni e Dawid Radziszewski nella nuova galleria a Milano. Foto di Nicola Gnesi

Il 26 marzo apre a Milano la galleria Consonni Radziszewski, fondata da Matteo Consonni e Dawid Radziszewski, già attivi rispettivamente a Lisbona e Varsavia. Il progetto nasce dall’incontro tra le esperienze dei due galleristi e si configura come un ponte tra tre città e tre scene artistiche europee, con l’obiettivo di favorire dialoghi tra artisti, curatori, istituzioni e un pubblico più ampio e diversificato. Il logo stesso richiama questa geografia: i tre puntini delle “i” simboleggiano Lisbona, Milano – posta al centro – e Varsavia, intese come punti di connessione più che di separazione. Tre sistemi solo all’apparenza diversi, di cui la sede milanese vuole essere un nuovo punto di contatto e spazio di dialogo transnazionale.

Il nuovo spazio milanese e il sistema italiano
La scelta di aprire il terzo spazio è ricaduta sull’Italia, e più precisamente su Milano, una città dinamica ma meno scontata rispetto alle tradizionali capitali del sistema dell’arte, ricca di musei, fondazioni, istituzioni e di un collezionismo diffuso sul territorio, capace di offrire nuove possibilità di collaborazione. Matteo Consonni racconta della volontà di trovare un punto di incontro a metà strada tra Lisbona e Varsavia, una città dinamica, in grado di suscitare interesse, e che sta vivendo un momento vivace, dove sembra esserci spazio di manovra. E aggiunge: «Ci interessa costruire a Milano, e in Italia più in generale, nuove relazioni, portando il nostro programma al collezionismo locale e alle istituzioni che animano non solo la scena milanese ma anche quella delle altre città italiane. Il bello dell’Italia è che ogni città ha riferimenti culturali rilevanti: questo apre la possibilità di avviare dialoghi con realtà diverse e molto articolate». Sulla scelta dello spazio della nuova sede, Matteo racconta che, dopo una lunga ricerca con Dawid Radziszewski, è arrivata un’apparizione: un villino Liberty del 1919 all’interno di un cortile in via Gustavo Modena 6, un edificio che «conserva il sentore delle residenze extra-urbane, che sembra quasi prelevato dalle colline della Brianza o del Varesotto, e incastonato nel tessuto urbano di Milano in una versione in scala ridotta», un’immagine che richiama la stratificazione architettonica della città.

La galleria Consonni Radziszewski, Milano. Foto di Nicola Gnesi 

L’incontro e la fusione in un unico progetto
Dawid Radziszewski e Matteo Consonni arrivano da percorsi diversi, ma condividono un approccio simile. Tutto inizia nel 2016, quando i due si trovano a lavorare con la stessa artista polacca: Joanna Piotrowska. Un incontro che rivela subito qualcosa di più di una coincidenza – una visione condivisa, un modo simile di costruire un programma. Dawid Radziszewski fonda Galeria Pies a Poznań nel 2005 e la galleria che porta il suo nome a Varsavia nel 2013; Matteo Consonni fonda Galeria Madragoa a Lisbona nel 2016, ma frequenta Varsavia già dal 2005. Nel 2021 presentano una candidatura congiunta per la Main Section di Art Basel a Basilea: da lì nasce l’idea di portare la collaborazione oltre il contesto della settimana fieristica e costruire un progetto più duraturo. Matteo racconta l’obiettivo comune: «Con questa fusione abbiamo creato una piattaforma che coinvolge tre paesi europei con scene artistiche distinte, e che idealmente traccia una linea che unisce due città situate ai due confini europei, stabilendo un nuovo baricentro a Milano». Il progetto nasce proprio con l’intento di mettere in dialogo queste tre realtà e dare vita a «una collaborazione transnazionale».

Joanna Piotrowska, Senza titolo, 2024. Stampa fotografica ai sali d’argento su carta, 60 × 50 cm. Courtesy della galleria Consonni Radziszewski

Varsavia, nuovo polo dell’arte contemporanea e Lisbona
Il progetto nasce in una fase particolarmente significativa per Varsavia, la cui scena artistica sta attraversando una rapida evoluzione. Tra i segnali più evidenti vi è la recente apertura della nuova sede del Museum of Modern Art in Warsaw (MSN Warsaw). A testimoniare il crescente interesse per l’arte contemporanea si aggiunge anche Constellations Warsaw: tredici gallerie con sede a Varsavia apriranno le loro porte per ospitare artisti internazionali nell’ambito di un programma di mostre collaborative che coinvolgerà l’intera città. Basato su un modello di condivisione tra gallerie, l’evento riunisce gallerie e artisti locali e internazionali, creando uno spazio di scambio e stimolando il dialogo all’interno della scena artistica contemporanea di Varsavia. Tra le gallerie italiane invitate quest’anno figura Franco Noero di Torino. Come racconta Matteo Consonni: «La Polonia, oltre ad avere una tradizione di arte contemporanea straordinaria, è uno dei luoghi più ottimisti per la scena artistica perché sta vivendo il suo boom economico, ed è diventata la ventesima economia del mondo. La galleria Consonni Radziszewski si trova proprio nel centro del nuovo quartiere finanziario di Varsavia e questo per scelta di Dawid Radziszewski». Il Portogallo, per ragioni insieme geografiche e storiche, racconta Matteo, è rimasto a lungo un paese più isolato e laterale ma con un suo potenziale: «Lisbona negli ultimi dieci anni ha affermato la propria presenza sulla mappa artistica europea. Le istituzioni, a Lisbona e a Porto, presentano mostre di altissima qualità e progetti ambiziosi. Il panorama delle gallerie è cambiato negli anni ed è diventato molto più internazionale, sia per l’apertura di gallerie straniere a Lisbona, sia per gli sforzi di internazionalizzazione delle gallerie locali». Due città non scontate nel panorama artistico internazionale, Varsavia e Lisbona, che hanno accompagnato lo sviluppo del progetto da iniziative individuali a visione comune.

Emilio Gola, Mario e Yu, 2025. Olio su tela, 230 × 135 cm. Courtesy dell’artista e Private Collection, Oporto, PT

Le attività della galleria e le attività future
Il programma espositivo della sede di Milano si apre con la prima mostra dedicata a Buhlebezwe Siwani (Johannesburg, 1987), artista che parteciperà alla mostra “In Minor Keys” alla prossima Biennale d’Arte di Venezia, la cui opera indaga l’espropriazione delle terre e delle pratiche culturali subita dalle comunità locali del Sudafrica, richiamando le politiche coloniali e le tradizioni spirituali indigene. Attraverso il corpo, la performance e i simboli legati alla cultura zulu, l’artista attiva narrazioni di spiritualità, memoria e resistenza custodite soprattutto dalle donne della sua comunità.
La seconda esposizione a Milano sarà invece un dialogo tra i lavori di Enzo Cucchi e Aleksandra Waliszewska, artista il cui immaginario ha raggiunto negli anni un pubblico trasversale. Attraverso queste scelte, i galleristi intendono favorire un confronto diretto tra gli artisti del programma, creando inoltre occasioni di dialogo tra pratiche e generazioni diverse. Il 10 aprile a Varsavia aprirà una mostra con opere di Annette Barcelo e Jason Dodge, presentata in partnership con Galleria Franco Noero di Torino, e a Lisbona a maggio una personale di Tomasz Kowalski, in concomitanza con ARCOlisboa. La nuova galleria Consonni Radziszewski sarà presente anche a Miart ad aprile e Art Basel a giugno 2026, segnando l’inizio di un percorso comune che va oltre la collaborazione: una visione condivisa, costruita fuori dai centri ovvi; tre punti su una mappa che finalmente si parlano.

Buhlebezwe Siwani, Inkanyamba, 2021. Courtesy dell’artista e della galleria Consonni Radziszewski