Buon vento per il contemporaneo oggi a Fermo e Porto San Giorgio! 

di | 15 apr 2026
Chiara Camoni, “Erbacce e fonti. Succhi d’erba. Spiritelli”, 2024. Pinacoteca civica di Fermo. Foto di Cristiano Coini

Nelle Marche meridionali, negli ultimi anni, sembra essere cambiato qualcosa: nuove possibilità per un risveglio di interesse per ciò che avviene a livello nazionale e internazionale hanno reso possibile la nascita e il radicamento di alcune iniziative nate con il duplice scopo di diffondere la cultura contemporanea in questi luoghi e far sì che, attraverso ciò, si attivassero dei dialoghi volti a riscoprire anche il territorio, per mezzo di processi atti non a colonizzare i luoghi ma a renderli partecipi e consapevoli.
La presenza del ricordo di un grande artista quale è stato Osvaldo Licini si è fatta catalizzatrice di iniziative volte alla valorizzazione di questa figura, prima tra tutte la presenza della Casa Museo e Centro Studi intitolato allo stesso, che si occupa costantemente di portare avanti un buon lavoro di ricerca e promozione dedicata all’artista marchigiano.
Allo stesso modo, la Fototeca Provinciale di Fermo si occupa della raccolta, archiviazione e studio di tutto il patrimonio fotografico di questa area territoriale, conservando, inoltre, l’archivio del fotoreporter Mario Dondero. Il lavoro fatto dalla Fototeca, condotto negli anni con cura e precisione, ha consentito uno sviluppo e una crescita nello studio e conoscenza di un patrimonio che altrimenti avrebbe rischiato la dispersione. Merito loro la promozione di importanti fotografi come, appunto, Mario Dondero, che a Fermo ha trascorso gli ultimi anni della propria vita, e Luigi Crocenzi.
Proprio a Mario Dondero è intitolato uno spazio che il Comune di Fermo ha immaginato come crocevia per il contemporaneo. Nato come terminal per gli autobus alla fine degli anni Novanta, questo luogo resta di fatto incompiuto e sostanzialmente inutilizzato fino al dicembre 2019 quando, per volontà dell’Amministrazione comunale, è stato ristrutturato e restituito al pubblico, con lo scopo di farne una sorta di punto di accesso alla città votato alla cultura contemporanea. Negli anni si è più volte provato ad attivarlo con iniziative e eventi, ma di fatto manca ancora una visione strutturata che ne determini la fisionomia. Nell’ultimo anno se ne sta cominciando ha delineare un utilizzo più definito, che lo dovrebbe vedere dedicato alla fotografia.
Tra Fermo e Porto San Giorgio opera, dal 2018, l’associazione Karussell. Questa è un progetto che ha posto la ricerca artistica contemporanea al centro della propria attività, immaginandola come uno strumento per la scoperta e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del territorio e come attivatore di processi di crescita culturale. L’obiettivo è valorizzare il territorio per mezzo dell’arte contemporanea attraverso mostre, laboratori di riqualificazione, residenze artistiche, volti a promuovere e non a colonizzare il contesto territoriale.
Al contempo, Karussell esalta, attraverso l’incoraggiamento e il sostegno alle produzioni di opere (realizzate fin dove possibile da maestranze locali), la valorizzazione delle ricerche di artisti delle ultime generazioni. Sono state curate e prodotte mostre di Andrea Romano, Helena Hladilová, Alessandro Di Pietro, Vedovamazzei, Isadora Neves Marquez, Lucia Leuci, Federico Tosi e altri. Di fatto l’azione è stata quella di «riconnettere la provincia ai grandi centri culturali grazie all’arte contemporanea. Hanno portato e fatto conoscere i giovani artisti italiani contemporanei più interessanti al territorio fermano, sollevando un interesse crescente, creando nuove reti e diventando una realtà di valore a livello nazionale». Diverse scuole sono coinvolte nelle progettualità, sia a scopo didattico-laboratoriale, sia nella realizzazione delle produzioni: uno degli ultimi progetti si sta sviluppando grazie alla partecipazione di alcuni studenti delle classi di Elettronica e Chimica dell’ITIS Montani. Nel 2024 l’associazione ha vinto l’avviso pubblico Italian Council 13 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, con il progetto “Anime di cristallo” dell’artista Silvia Mariotti, avendo così la possibilità di lavorare all’estero, con delle realtà presenti nelle isole Azzorre che hanno scopi affini, in quanto luoghi di creazione culturale lontani dai grandi centri, supportando il lavoro di ricerca di un’artista italiana.
Diretta conseguenza di tutte queste attività è stato il consolidarsi della collaborazione con i Musei di Fermo, i quali, nel 2020, hanno deciso di avviare una collezione di arte contemporanea da affiancare e mettere in dialogo al patrimonio artistico già in possesso, che spazia dagli antichi reperti del Museo Civico Archeologico a opere del pieno Seicento. Grazie alla vittoria dell’avviso pubblico PAC – Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, la Pinacoteca civica ha potuto produrre e acquisire opere di Vedovamazzei, Chiara Camoni ed Eugenio Tibaldi, alle quali sono state affiancate quelle di Irene Fenara, Riccardo Banfi e Helena Hladilová, nell’ottica di una continua crescita e ampliamento del patrimonio che vuole dotare la città di una raccolta credibile anche per quanto riguarda i linguaggi contemporanei.
Sempre in questa stessa direzione si sta muovendo la Cassa di Risparmio di Fermo, che tre anni fa ha recuperato uno spazio di pertinenza inutilizzato e ha dato vita al progetto Giardinetto, che ospita degli interventi site-specific durante i mesi estivi e di dove lo scorso ottobre è stata collocata un’opera permanente di Mario Airò.

Approdo, Porto San Giorgio (FM). Foto di Alessio Beato

Un altro recupero è avvenuto a Porto San Giorgio con l’Approdo, residenza d’artista realizzata presso il porto locale. Attraverso un progetto di riqualificazione, l’unico edificio rimasto del primo pontile realizzato tra gli anni Cinquanta e Sessanta è stato recuperato dal Concessionario Marina di Porto San Giorgio. Dopo la ristrutturazione ha ospitato dal 2021 l’attività di giovani artisti tra cui Alice Visentin, di cui è rimasto un intervento permanente sulle pareti interne, e Mattia Pajè, che ha lasciato un’opera nel braccio esterno del porto pescherecci. L’edificio, che un tempo era stato l’accesso al punto di ormeggio dei pescatori e luogo di vendita del pescato, è tornato ad essere di nuovo un punto di accoglienza. Gli artisti in residenza sono invitati, per la realizzazione di un intervento site-specific, a confrontarsi con il patrimonio materiale e immateriale legato ai pescatori e alla storia della marineria locale. L’Approdo è stato riconosciuto Luogo del Contemporaneo dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Questo progetto, oltre a promuovere la ricerca di artisti emergenti, ha permesso la realizzazione di diversi laboratori guidati dagli artisti e dedicati a bambine e bambini delle scuole elementari limitrofe, favorendo l’avvicinamento di un pubblico sempre più ampio e diversificato verso le tematiche del contemporaneo.
Sebbene sul territorio non ci siano gallerie d’arte qualificate, non mancano collezionisti. Due sono le collezioni da segnalare, la prima frutto di una passione partita negli anni Novanta e la seconda più recente. La collezione Valentini è iniziata con l’acquisto di opere di artisti storicizzati, come Sandro Chia, per poi passare a focalizzarsi su artisti (allora) emergenti, con lavori, tra gli altri, di Christian Holstad, Shiota Chiharu, Josh Smith. Tempo fa Giorgio Valentini aveva aperto le porte di casa sua anche a una residenza per artisti, finalizzata unicamente allo scambio conviviale, senza intenti di lavoro o business. La collezione Danielli invece ha preso vita grazie a una passione scoperta proprio grazie alle recenti attività di Karussell a Fermo: dopo aver ospitato una delle mostre nel proprio palazzo secentesco, Anna Danielli, presidentessa, tra l’altro, di una importante realtà che sta portando a Fermo nomi eminenti della musica classica come Martha Argerich o Grigory Sokolov – ha avviato la sua collezione con opere di Vedovamazzei, Mario Airò e Luca Bertolo con l’intento di fare del bellissimo Palazzo Brancadoro, dimora storica ADSI, un hub culturale dove la grande musica classica incontra e convive, nelle splendide stanze affrescate, con la creatività contemporanea. Entrambe le collezioni sono visitabili su appuntamento.

Irene Fenara, “Every Breaking Wave”, 2024. Giardinetto della Cassa di Risparmio di Fermo. Foto di Alessio Beato

Le Marche meridionali non sono un territorio facile: gente di mare in lotta per cercare di portare avanti un lavoro ormai difficile, zone appenniniche a rischio spopolamento e una gloria nel calzaturiero ormai declinata e ridotta allo spettro di sé stessa. Anche negli anni dell’ebbrezza economica la cultura di qualità ha sempre faticato a farsi apprezzare, soppiantata da iniziative mediocri, formulaiche e superficiali. Sebbene ricche di un patrimonio artistico storico, che si comincia a valorizzare solo da pochi anni in maniera sistematica, per quanto riguarda il contemporaneo l’atteggiamento da sempre dimostrato è stato di superficialità e scarsa lungimiranza.
L’avversione per l’estraneo ha reso faticoso il superamento di una promozione culturale che andasse oltre il dilettantismo, avallato anche da un “sistema” locale che manca di vedute e competenze per oltrepassare un atteggiamento localistico o volto solo a supportare curatori prezzolati piuttosto che la ricerca artistica seria. Sicuramente, però, sembra essersi fatta strada, nelle amministrazioni locali, una visione strategica che si va rafforzando e pare lasciar sperare in un radicamento delle attività che in questi anni si sono dimostrate efficaci, riscontrando visibilità e consenso su scala nazionale.
Di fatto si è notata una crescita e un consolidamento di fiducia nei confronti di azioni di qualità che possono investire questi territori andandoli ad arricchire attraverso una valorizzazione della dimensione provinciale, che, sebbene spesso faticosa e ostile, può trasformare le proprie criticità in possibilità.  

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FermoMatilde GallettiPorto San Giorgio