Discorsi sul corpo: Admiranda e Arcana Naturae per i vent’anni della Fondazione Morra Greco

“Admiranda e Arcana Naturae”, 2026. Veduta dell’installazione. MUSA – Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli. © Danilo Donzelli Photography

Per festeggiare vent’anni di attività, la Fondazione Morra Greco presenta la mostra collettiva “Admiranda e Arcana Naturae”, a cura di Giulia Pollicita e visitabile fino al 30 settembre. Il progetto affonda le sue radici in un dialogo tra arte contemporanea e la collezione anatomica del MUSA dell’Università Luigi Vanvitelli, tra i più importanti musei scientifici italiani per la conservazione e la rappresentazione del corpo umano.
Il titolo fa riferimento a due topoi ricorrenti nei resoconti di viaggio e nella letteratura medica e scientifica tra Settecento e Ottocento: gli admiranda naturae, le meraviglie della natura osservate dai viaggiatori e registrate in annotazioni e appunti di carattere scientifico e pre-scientifico, e gli arcana naturae, quei “misteri della natura” che con le loro forze occulte risultavano tanto affascinanti quanto inspiegabili.

Dai reperti archeologici di Pompei ed Ercolano ai modelli anatomici settecenteschi, il progetto percorre una temporalità che unisce l’ante Cristo al Novecento, fino ai nostri giorni. Riflettendo su eredità coloniale, biopolitica, questioni di genere, identità e tecnologia, la mostra si inserisce in una cornice transdisciplinare e di ampio respiro in grado di restituire la complessità di alcune istanze del presente. 
Così ha spiegato la curatrice: «Il progetto nasce anche dalla volontà di attivare un confronto sulle responsabilità etiche e politiche delle istituzioni culturali contemporanee, a partire dalle modalità con cui i musei raccontano il corpo, la differenza e l’alterità».

Il tema del corpo è dunque naturalmente centrale all’interno del percorso: frammentato, incompleto, osservato, rappresentato, talvolta occultato o spettacolarizzato, fatto reliquia o oggetto di studio, viene qui reso portavoce di un discorso politico e luogo di resistenza. Controllo, classificazione, rappresentazione e oggettificazione: il corpo viene indagato nella sua storia e complessità da artisti che lo declinano con mezzi e sensibilità diverse – dall’installazione al film alla fotografia, fino a materiali organici e scientifici. 
Dallo slancio verso il trascendente nei disegni geometrici di Delia Gonzalez (Miami, Stati Uniti, 1972) all’opacità e “animalità” delle fotografie di Francesca Woodman (Denver, Stati Uniti, 1958-1981), dai collage di Isadora Neves Marques (Lisbona, Portogallo, 1984), che riflettono sulla gestione coloniale della riproduzione, al film di Beatrice Favaretto (Venezia, 1992), che si sofferma sulle questioni di disabilità e sguardo maschile esponendo un corpo erotizzato dalla macchina da presa: le personalità artistiche riunite in Fondazione restituiscono un’idea di corpo che muta, respira, si agita e risponde. Non un semplice involucro di carne, ma un campo di battaglia, un concetto fluido, un luogo identitario. 

Valerio Nicolai, Mare di Merda (cielo giallo), 2026. “Admiranda e Arcana Naturae”, 2026. Veduta dell’installazione. MUSA – Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli. Courtesy dell’artista; Clima, Milano

Dal 2 luglio al 30 settembre; MUSA – Museo Universitario delle Scienze e delle Arti, Via Luciano Armanni 3/5, Napoli; info.