Le mostre di maggio. Una guida a 10 mostre da visitare in Italia

Nel mese di una Biennale di Venezia attraversata da tensioni e fratture sempre più evidenti, che ne è della collettività? Dove si costruisce, chi la definisce, chi ne resta escluso? Che ruolo gioca l’arte nella definizione di un sistema plurale?
Fuori da Venezia, ci sono mostre che mentre attraversano l’Italia parlano linguaggi ibridi che concorrono, ciascuno a modo proprio, a ridefinire il significato dello stare insieme nello spazio espositivo. Dalla dimensione partecipativa dell’arte concettuale alla decostruzione dei linguaggi massmediatici, dalle responsabilità individuali alle derive delle tecnologie contemporanee, emerge un paesaggio in cui la collettività non è mai data, ma costantemente messa alla prova.
Le dieci mostre selezionate questo mese allargano il dibattito in luoghi talvolta più marginali, meno esposti allo sguardo mediatico, ma non per questo immuni alle medesime tensioni. Non offrono soluzioni: spostano il punto di vista, ricalibrano le distanze, mettono in crisi le inquadrature da cui osserviamo il presente.
Se la collettività resta un concetto fragile, difficile da definire e da abitare, l’arte può ancora funzionare come uno spazio in cui questa instabilità viene resa visibile, interpellata, compresa.
1. “Feedback. Gli ambienti di Franco Vaccari” – Museion, Bolzano (fino al 13 settembre)
A pochi mesi dalla scomparsa dell’artista lo scorso dicembre, e in occasione di quello che sarebbe stato il suo novantesimo compleanno, Museion dedica una grande mostra agli ambienti di Franco Vaccari, dove l’opera è un sistema aperto attivato dalla partecipazione e dalla presenza. “Feedback” raccoglie fotografie, video, libri d’artista e materiale d’archivio, e si propone come primo tentativo di presentare a livello istituzionale gli ambienti come nucleo fondativo della pratica dell’artista modenese, tra le voci più innovative dell’arte concettuale in Italia.

2. “Caro Alberto. Cartoline per Alberto Garutti” – Neon, Bologna (fino al 22 maggio)
Nasce in una chat Whatsapp chiamata “Condominio Garutti” l’idea di omaggiare l’artista scomparso lo scorso 24 giugno 2023 con una mostra collettiva. Il dialogo tra artisti, ex allievi o semplici amici ha dato vita a una costellazione di piccole cartoline postali, simbolo di affetto e vicinanza, intimità e tenerezza. È questo infatti il motore della mostra, realizzata per ricordare e omaggiare una figura fondamentale «non solo per l’arte, ma anche per l’insegnamento dell’arte», come ha spiegato il curatore Giacinto Di Pietrantonio.

3. “Absolute Faith Made” – C+N Gallery CANEPANERI, Genova (fino al 24 luglio)
Al centro della personale di Arseny Zhilyaev c’è una data simbolica: 24 febbraio 2022, invasione russa dell’Ucraina. Nella serie ongoing Behind the Fog of War There Is Always Pain l’artista raccoglie i quotidiani a partire da quella data emblematica dell’inizio di un nuovo conflitto globale, velando le pagine di pittura bianca. Attorno a questo nucleo di forza simbolica quanto grafica, nuove opere inedite invitano a confrontarsi con le emergenze contemporanee e con le responsabilità individuali.

4. “Pignotti 100. Pop-esie visive” – MART, Rovereto (fino al 18 ottobre)
Buon compleanno a Lamberto Pignotti, che in occasione dei suoi cento anni viene celebrato in una grande mostra dal museo trentino. Tra i padri fondatori della Poesia visiva italiana, del Gruppo 70 e del Gruppo 63, l’artista fiorentino ha saputo coniugare ironia e sguardo critico nella sua analisi della società dei consumi, decostruendone linguaggi e meccanismi. Tra libri d’artista, poesie sonore, lettere e fotografie, la mostra restituisce la vitalità delle neo-avanguardie verbovisive italiane.

5. Il significato dell’opera – Biennale d’Arte Contemporanea di Ulassai (fino al 7 giugno)
La seconda edizione della Biennale di Arte Contemporanea dedicata a Maria Lai torna a popolare il cuore dell’Ogliastra, dopo il successo del 2024. «L’opera non esisterebbe senza le interpretazioni, che possono essere infinite», sosteneva l’artista. Così, tra pittura, scultura, fotografia, installazione, video e pratiche relazionali il progetto chiama a raccolta venti artisti che dialogano con il territorio e invitano alla partecipazione. L’opera d’arte si svela come dispositivo aperto, processo mutevole e terreno fertile per significati negoziabili.

6. “I Ciclopi (Eye, Camera, Myth)” – Spazio INCURVA, Trapani (fino al 28 giugno)
Cyclops è stato il nome di una delle prime macchine fotografiche digitali. Dal parallelismo tra occhio umano – o ciclopico – e obiettivo fotografico nasce la mostra collettiva ospitata nello spazio trapanese. I sei artisti invitati a partecipare esplorano questo legame attraverso “forme di visione ciclopica”, adottando un punto di vista monoculare e sperimentando varie tecnologie fotografiche.

7. “Blue Blooded. Sangue blu”, personale di Hannah Levy – Museo Nivola, Orani (fino al 12 luglio)
Il limulo è un artropode marino dal sangue blu, piccolo e dalla forma tondeggiante. Sopravvissuto per centinaia di milioni di anni, è oggi impiegato per testare la sicurezza di vaccini e dispositivi medici. Hannah Levy, nella sua prima personale in Italia, parte da questo corpo così respingente e sgraziato per realizzare sculture sinuose, che oscillano tra un immaginario surrealista e la finezza dell’Art Nouveau: un ambiguo sostare nella zona di confine tra perturbante e seduzione.

8. “Walter Pfeiffer. In good company” – Pinacoteca Agnelli, Torino (fino al 13 settembre)
Identità queer, moda, sessualità: Walter Pfeiffer ha guardato tutto a modo suo, reinventandosi e senza mai lasciarsi definire. Nella prima mostra istituzionale dedicata al pittore svizzero, oltre cento scatti, tra colore e bianco e nero, ripercorrono la sua produzione dagli anni Settanta a oggi. Il percorso privo di gerarchie rispecchia l’approccio sperimentale e pionieristico del fotografo, in grado di spaziare con disinvoltura tra nudi e ritratti, nature morte e paesaggi.

9. “Fare cose. Alfredo Pirri” – Fondazione Brodbeck, Catania (fino al 30 settembre)
Un progetto nato nel 1988 e oggi finalmente realizzato: la mostra di Alfredo Pirri, tra le voci più apprezzate nello scenario artistico contemporaneo, dà forma a uno studio pensato appositamente per lo spazio post-industriale che sorge nel centro storico catanese. Protagonista è la luce che si insidia tra sculture e installazioni, trasformando le opere in corpi in evoluzione che interagiscono con i movimenti del pubblico. La materia non è stabile, ma elemento morbido, impreciso, fluido.

10. “Hito Steyerl.
Mechanical Kurds” – MACRO, Roma (fino al 30 agosto)
Tra intelligenze artificiali e sistemi di automazione che sempre più si appropriano delle nostre quotidianità, Hito Steyerl denuncia le storture nascoste dietro le tecnologie che ci rendono sempre più soli. L’installazione di un video monocanale conduce il pubblico in un viaggio nel campo profughi di Domiz, nel Kurdistan iracheno, raccontando le storie di tre “lavoratori fantasma” impiegati per il funzionamento delle tecnologie AI, tra narrazione filmica e immagini documentarie.
