Una conoscenza trasversale: l’esperimento a più mani della School for Curatorial Studies di Venezia

di | 06 mag 2026
“one touch of nature makes the whole world kin”, 2026. Veduta dell’installazione. Scuola media P. F. Calvi, Venezia. Courtesy della School for Curatorial Studies Venice. Foto di Veronica Gelati; Rubina Stradella

Dal 23 aprile al 23 maggio 2026 è possibile visitare presso gli ambienti della Scuola Secondaria di primo grado Pier Fortunato Calvi, parte dell’Istituto comprensivo Dante Aligheri, la mostra collettiva “one touch of nature makes the whole world kin”, esposizione nata a partire dalla somma di molteplici dialoghi tra enti e istituzioni dedite alla formazione e valorizzazione della pratica artistica contemporanea. I principali promotori dell’iniziativa sono la School for Curatorial Studies di Venezia, storica appendice educativa della galleria A plus A, l’Accademia di Belle Arti di Venezia e la scuola media P. F. Calvi, sede della mostra. All’interno non solo delle aule scolastiche, ma anche della palestra, dell’aula di scienze e del cortile, sarà possibile interagire con le opere inedite di ventinove studenti dell’Accademia, selezionati tramite open call dai partecipanti al corso per curatori (giunto quest’anno alla trentatreesima edizione). Agli studenti del corso è spettato anche il compito di integrare alla mostra un public program che coinvolgerà artisti singoli e collettivi quali Tino Sehgal, Taring Padi, Cesare Pietroiusti, Bionic and the Wires e Anna Titova, mentre durante l’orario scolastico i più piccoli saranno coinvolti nel programma educativo Ecosistemi, realizzato anch’esso per l’occasione e destinato a riflettere sull’idea di conoscenza come un processo vivo e collettivo. A condire questa proposta già densa vi sarà una serie di performances organizzata da Kuboraum, progetto curatoriale e marchio di eyewear berlinese, che saranno inscritte all’interno della settimana di inaugurazione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Intitolata “We Travel To Know Our Own Geography”, la serie conterà la partecipazione di artisti italiani e internazionali quali Tianzhuo Chen (aka ASIANDOPEBOYS) & Siko Setyanto, Cosimo Damiano, Emiliano Maggi, FRANKIE & Kelman Duran, Joshua Serafin (con il contributo di Görkem Şen e Pierre Bayet), Romain Azzaro, Kianì del Valle & Ziúr, Ziúr & Sandi (con il contributo di Martina Bertoni e Sara Persico) e Vinicius Jayme Vallorani. 

“one touch of nature makes the whole world kin”, 2026. Veduta dell’installazione. Scuola media P. F. Calvi, Venezia. Courtesy della School for Curatorial Studies Venice. Foto di Veronica Gelati; Rubina Stradella

Il concept della collettiva e dei relativi eventi, compresi workshops, conferenze e la futura realizzazione di installazioni tematiche site-specific, si basa sull’analisi delle modalità di scambio di informazioni proprie del regno dei funghi. Prendendo infatti ispirazione dal comportamento delle rizomorfe, ovvero un insieme di miceli (la parte intelligente del fungo, capace di ricordare, comunicare e processare strategie complesse), organizzati in modo simile a una radice, la mostra vuole creare un parallelismo con le abilità di assimilazione umane in circostanze che escludono una trasmissione verticale o lineare del sapere. Come le rizomorfe operano segretamente, inviando impulsi ai loro prodotti dal sottobosco, così la conoscenza si sparge in modo trasversale tramite la cooperazione, in questo caso, di molteplici soggetti appartenenti a contesti diversi fra loro. Se ai ragazzi viene data l’opportunità di connettere progressivamente con le opere in orario scolastico e agli studenti dell’accademia e della scuola per curatori di imparare a gestire un percorso costruito insieme, non manca la possibilità di condividere questo tipo di rapporti anche con il mondo adulto, sia che si tratti degli artisti e performer che animeranno lo spazio sia nel caso dei semplici ospiti. Si crea in questo modo una rete i cui nodi assumono lo stesso valore, collaborando al fine di sviluppare una forma astratta che sia al contempo utile e necessaria. 

“one touch of nature makes the whole world kin”, 2026. Veduta dell’installazione. Scuola media P. F. Calvi, Venezia. Courtesy della School for Curatorial Studies Venice. Foto di Sandra Corgiu

Anche il titolo della mostra, “one touch of nature makes the whole world kin”, sottolinea questa volontà di inclusione. Tratta da un dialogo di Ulisse nell’opera shakespeariana Troilo e Cressida (Atto III, Scena III), la frase fa riferimento a un’idea di natura non intesa come carattere esclusivamente vegetale ma anche umano, abbracciando una moltitudine di attributi che vanno dalla forza vitale alla sensibilità condivisa. Entrando a contatto con il tocco di natura altrui, la sua umanità, è impossibile non uscirne trasformati. In questa occasione è la pratica artistica il principale motore della mediazione tra le parti, costituendo una delle sfaccettature più intime e misteriose del sé. 

“one touch of nature makes the whole world kin”, 2026. Veduta dell’installazione. Scuola media P. F. Calvi, Venezia. Courtesy della School for Curatorial Studies Venice. Foto di Veronica Gelati; Rubina Stradella

Se la scelta della location può sembrare in un primo momento peculiare, questa assume un significato ben preciso in seguito a una valutazione della posizione e del contesto in cui si inserisce: a metà strada tra Arsenale e Giardini, e all’interno di una città sempre più abusata, vittima degli atteggiamenti mordi e fuggi caratteristici dei periodi di Biennale. Ambientare un’esposizione d’arte contemporanea tra le mura di un luogo così ricco di vitalità e frequentato quotidianamente da veneziani corrisponde, a prescindere dall’intenzionalità, all’articolazione di un atto di resistenza. Proponendo un’alternativa alle dinamiche espositive ormai normalizzate, la mostra si pone come contraltare di un conflitto non sempre evidente, promuovendo un modo sano di integrare spazi, cittadini, visitatori e divulgazione culturale a Venezia. Un modello che potrebbe essere esportato all’occorrenza, in base alle differenti esigenze e necessità. 

“one touch of nature makes the whole world kin”, 2026. Veduta dell’installazione. Scuola media P. F. Calvi, Venezia. Courtesy della School for Curatorial Studies Venice. Foto di Veronica Gelati; Rubina Stradella

Gli studenti della School for Curatorial Studies coinvolti: Miriana Carradorini, Elia Castello, Alessandro Cerchier, Vittoria Colagiovanni, Sara Collivasone, Camilla Credendino, Yasmine El Hafidi, Niccolò Freri, Luiza Gareeva, Veronica Gelati, Alessia Leoni, Martina Leva, Giada Libero, Alessia Magini, Elena Mutti e Rubina Stradella, con il coordinamento curatoriale di Francesca Fialdini. 
Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti selezionati per partecipare al progetto: Elena Baggio, Aurora Basso, Paola Bianco, Eva Carlan, Sara Cecconi, Cheng Fanshu, Claudia Frau, Sergio Gagliardo, Lucia Giromella, Lishan Huang, Filippo Locatelli, Flora Maffezzoli, Sara Manfio, Alice Moschetta, Ofelia Piazza, Lucia Rakovskà, Tommaso Ravasi, William Rizzardi, Giacomo Rongaudio, Carlo Alberto Sghinolfi, Nicole Sinigaglia, Jianing Tong, Vinicio Tronca & Chloe Motolesi, Gabriel Valenzuela, Laura Zanoni, Elena Zattin, Rebecca Zen e Rachele Zerbetto. 

Dal 23 aprile al 23 maggio 2026; Scuola Secondaria di primo grado Pier Fortunato Calvi, Castello, 1808, 30122, Venezia.