The Migrant Child di Banksy restaurato da Banca Ifis torna a salutare Venezia 

Presentazione di The Migrant Child di Bansky alla 61. Biennale di Venezia. Foto di Lorenzo Sorbini

Nella notte tra l’8 e il 9 maggio di sette anni fa, nell’ambito della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, una nuova opera di Banksy è apparsa sulla facciata di Palazzo San Pantalon: The Migrant Child raffigura un bambino con le gambe immerse nell’acqua che indossa un giubbotto di salvataggio. Il braccio destro teso verso l’alto stringe una torcia di segnalazione che sprigiona fumo rosa. L’opera, una delle sole due riconosciute dall’artista in Italia, è una denuncia verso due enormi drammi contemporanei: i diritti dei minori e la tragedia dei migranti che muoiono nel Mar Mediterraneo.
Esposta all’umidità e all’acqua salmastra del canale – uno dei più trafficati di Venezia – l’opera ha subito un lento deterioramento che ha reso necessario l’intervento di salvataggio avviato da Banca Ifis nel 2023, in risposta a un appello lanciato dal Ministero della Cultura, dal Comune di Venezia e dalla Regione Veneto. 
Un anno dopo, Banca Ifis è intervenuta anche nella riqualificazione dello stabile su cui l’opera è stata dipinta, acquistato a causa delle sue condizioni già precarie, e che rimane tuttora interessato da interventi di restauro. Un’operazione che ha permesso di preservare non solo l’opera, ma anche il contesto urbano che la ospita.

Presentazione di The Migrant Child di Bansky alla 61. Biennale di Venezia. Foto di Lorenzo Sorbini. Foto di Lorenzo Sorbin

In occasione della 61. Biennale di Venezia, The Migrant Child viene finalmente ripresentata al pubblico all’interno dell’evento Curated by Heart, organizzato da Banca Ifis negli spazi della Tesa 113 dell’Arsenale di Venezia. 
Tornata finalmente in laguna il 7 maggio, con gli interventi del Presidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio e il Premio Nobel per la Pace 2014 Kailash Satyarthi, l’opera è stata svelata alla presenza del pubblico e delle istituzioni. Prosegue il suo viaggio tra l’8 e il 9 maggio a bordo di un’imbarcazione, ripercorrendo i canali della città – da Canal Grande al Bacino di San Marco e Canale della Giudecca – per salutare i cittadini e ricongiungersi con Venezia e la Biennale dopo l’assenza prolungata, in una data simbolica che marca precisamente i sette anni dalla nascita dell’opera. Un’immagine potente di un bambino che rientra a bordo di un barcone, all’interno di una Biennale fortemente segnata da controversie sociali, suggerisce una riflessione urgente sul ruolo dell’arte contemporanea nel raccontare le fragilità del presente.
Contestualmente alla restituzione, un nuovo progetto educativo, Migrant Child – Diritti all’opera realizzato in collaborazione con Treccani, coinvolgerà le scuole secondarie di primo grado di tutta Italia nell’anno scolastico 2026-2027, con l’obiettivo di introdurre il tema dell’arte e dei diritti umani nelle scuole medie italiane. 
La preziosa operazione celebrata in questi giorni rientra nell’ampio progetto Ifis art, nato nel 2024 per salvaguardare il patrimonio culturale e dialogare con il territorio, individuando nell’arte un potente strumento di crescita sociale. 

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