Condominio Mediterraneo: il progetto di arte partecipata si conclude con una mostra al Palazzo Aragonese di Reggio Calabria

Sperimentazione didattica e arte partecipata sono alla base del progetto “Condominio Mediterraneo”, nato per favorire forme di scambio e dialogo tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e alcuni artisti affermati nel sistema dell’arte contemporanea.
Sotto la curatela del responsabile scientifico Marcello Francolini, il progetto si è articolato in quattro workshop di produzione artistica partecipata avviati a giugno 2025 a cura di Giulia Piscitelli, Adrian Paci, Romina De Novellis e Michele Di Stefano. Il progetto si conclude ora con una mostra collettiva che accoglierà il pubblico per tutta l’estate presso il Castello Aragonese, esito finale di un quinto laboratorio di curatela tenuto da Lucrezia Longobardi.
Rappresentanti dell’intera comunità accademica hanno preso parte alla realizzazione del progetto: sessanta studenti sono stati coinvolti tra partecipazione ai workshop e documentazione audiovisiva delle varie fasi del processo, mentre quattro docenti dell’Accademia – Rosita Commisso, Davide Negro, Fabrizio Sebastiani e Remo Malice – hanno ricoperto ruoli operativi e gestionali, come allestimento e documentazione foto e video.

Una prima fase, tra giugno e novembre 2025, ha visto i quattro artisti organizzatori dei workshop coniugare le proprie pratiche e studi agli ambiti dell’arte relazionale e ambientale, della video-performance e della coreografia. In una seconda fase invece, tra aprile e giugno 2026, Longobardi ha dato forma, insieme al collettivo Gruppo L5, all’allestimento presso il Castello, luogo simbolo della città che ha ospitato il risultato di mesi di ricerca e sperimentazione collettiva. Per il periodo estivo infatti la comunità dell’Accademia ha trasferito qui le proprie attività, disponendo nelle sale le opere prodotte durante i workshop. Allo stesso tempo, il Castello si è configurato come atelier per gli studenti, un vero e proprio “condominio” per l’arte contemporanea.
Spaziando tra pittura, cinema, scrittura, comunicazione e didattica dell’arte, “Condominio Mediterraneo” è stato segnato da un marcato senso di collettività: costruito con e per gli studenti, si è aperto sempre più verso una dimensione pubblica, collocandosi al limite tra ricerca artistica e pratica educativa. In tal modo, quello che in ambito europeo è un approccio già fortemente diffuso, viene finalmente introdotto anche in Italia, dove l’Accademia di Reggio Calabria ricopre sicuramente un ruolo di apripista per esperienze che si muovono in una direzione collaborativa e condivisa dell’arte contemporanea.



Tuttavia, “Condominio Mediterraneo” non riguarda soltanto l’ambito puramente artistico, ma riflette sulle possibili ripercussioni sociali e territoriali che derivano dalla partecipazione attiva alla vita cittadina, dai diversi modi di abitare, condividere e muoversi nello spazio pubblico.
I quattro artisti e docenti dei workshop, insieme alla curatrice Lucrezia Longobardi, concepiscono il “processo formativo” come elemento centrale e fondante del proprio linguaggio, ed è proprio questo aspetto che il progetto mira a sostenere. Provenienti da diversi ambiti operativi, le cinque figure sono accomunate da una profonda riflessione sul carattere performativo dell’arte contemporanea, aspetto che non è più vincolato al discorso meramente artistico, ma apre a rinnovate prospettive sulla società, sullo stare insieme e sulla fruizione degli spazi comuni.
Dal 6 giugno al 23 agosto 2026; Castello Aragonese, Piazza Castello, 89100, Reggio Calabria; info.