INITIAL di Lorenzo Marini: al Festival dei Due Mondi a Spoleto le lettere diventano scultura

In occasione della sessantanovesima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, svoltasi dal 26 giugno al 12 luglio 2026, Lorenzo Marini ha presentato INITIAL, un’installazione site specific realizzata in piazza della Signoria. L’opera si inserisce nel programma della storica manifestazione internazionale dedicata a musica, arte, teatro e danza, dialogando con il tema scelto per questa edizione, le Radici.
L’installazione è composta da dieci monoliti in granito nero alternati da specchi. Alcuni di questi riportano incisa l’iniziale di una delle parole che definiscono l’identità stessa del Festival: F di Festival, D di Due, M di Mondi, A di Arte, C di Cultura, S di Spoleto e R di Radici. Alla base della ricerca artistica di Marini vi è infatti una concezione della lettera come entità indipendente. Secondo l’artista, le lettere nascono libere, esattamente come gli esseri umani. Le parole possiedono una propria individualità, che prescinde dalla sola funzione linguistica. Da questa visione nasce la TypeArt, movimento fondato dallo stesso artista che propone l’emancipazione della lettera dal suo ruolo puramente semantico, restituendole una nuova dimensione visiva e materica. La scrittura viene reinterpretata dall’artista come linguaggio visivo autonomo, in una ricerca che intreccia grafica, arte contemporanea e design.
La ricerca di Marini sul linguaggio affonda le proprie radici nella sua lunga esperienza nel mondo della pubblicità come direttore creativo, dove ha collaborato con importanti agenzie e marchi internazionali.

Nell’installazione INITIAL, Marini supera la bidimensionalità della scrittura trasformando la lettera in un elemento scultoreo e spaziale rappresentato dai monoliti in granito. L’intera composizione si sviluppa su un grande quadrato bianco, esplicito riferimento simbolico alla pagina, ma al suo interno le lettere non vengono più soltanto lette: vengono attraversate, vissute nello spazio e percepite come forme autonome. Il visitatore è invitato a muoversi intorno ai monoliti, osservandone le diverse prospettive e instaurando un dialogo diretto con le forme.
Alle colonne si contrappongono le superfici specchianti integrate nell’installazione. Lo specchio riflette continuamente il cielo, la luce, il paesaggio e la presenza del pubblico, introducendo una componente mutevole e dinamica. La relazione tra il peso della pietra e il riflesso leggero della luce del luogo costruisce una dialettica tra terra e cielo. Come il paesaggio riflesso cambia a ogni istante, così anche il linguaggio evolve costantemente attraverso il tempo.
Inoltre, la scelta del granito riveste un ruolo centrale nell’impianto concettuale dell’opera. Si tratta di una delle pietre più antiche e resistenti utilizzate dall’uomo, e di un materiale che attraversa la storia delle civiltà come simbolo di ricchezza e forza. La solidità ancestrale dei monoliti richiama invece l’idea di radice e di fondazione, suggerendo la continuità tra passato e presente e conferendo alle lettere il valore di elementi originari della cultura.
Attraverso INITIAL, Marini inaugura un percorso artistico destinato a proseguire anche nel 2027, in occasione della settantesima edizione della manifestazione. Concepita come un’opera in divenire, l’installazione segna l’inizio di una ricerca che, nel dialogo con il Festival, continuerà ad ampliare una riflessione sul linguaggio, sulla storia e sulla cultura contemporanea.