La fotografia di Verita Monselles e la nuova donazione di Carlo Palli raccontate in due nuove mostre al Centro Pecci di Prato

Verita Monselles (Buenos Aires, 1929 – Firenze, 2004) e Carlo Palli (Prato, 1938) sono i protagonisti delle due nuove mostre inaugurate il 31 maggio negli spazi del Centro Pecci di Prato. Due figure, quelle della fotografa argentina e del collezionista amante dell’arte di rottura, che hanno saputo innovare linguaggi visivi e prospettive sull’arte del secondo Novecento.
“Carnale” è la prima mostra dedicata a Verita Monselles in un centro d’arte contemporanea italiano. Nata a Buenos Aires ma trasferitasi presto in Italia, l’artista ha indagato i linguaggi legati al pensiero femminista attraverso la lente della moda, del ritratto e del nudo.
Dopo l’infanzia vissuta a Firenze, conosce a Napoli Lea Vergine, che ne fa un ritratto affezionato e ne sottolinea sin da subito l’eccezionalità: «Mentre noi si giocava a poker, per esempio, lei dormiva sui divani. Non si quietava come le altre. Voleva capire la musica da camera, quella lirica, i libri e i quadri. Componeva con la chitarra».
Negli anni Sessanta, l’incontro con la fotografia: comincia a raccontare storie, a ritrarre le donne, quelle della sua generazione «educate nel cattolicesimo e con una serie innumerevole di sottili frustrazioni e avvilimenti».


Il suo lavoro nel campo della moda e della pubblicità le consente di riflettere sulle narrazioni distorte del corpo e sulle soggettività femminili. Interviene così sulle simbologie patriarcali e religiose per decostruirne i significati e ironizzare sui contenuti, mentre ricorre alla messa in scena, attraverso manichini e animali impagliati, per rovesciare stereotipi di genere e dinamiche di potere.
Con la mostra curata da Alessandra Acocella, Michele Bertolino e Monica Gallai, si tenta di far interagire le diverse componenti della produzione di Monselles, al di là delle apparenti fratture. Ponendo enfasi sulla loro prossimità e continuità attraverso un percorso non cronologico, si restituisce quel linguaggio autonomo e originale, autentico e spiazzante, spesso poco compreso dai contemporanei. «Tu fai un discorso che è politico nei lunghi tempi», le diceva Ketty La Rocca. Ecco perché oggi la voce di Monselles è ancora attuale e viva, in grado di influenzare e confrontarsi con l’immaginario collettivo.


Secondo progetto della nuova stagione del museo, “ROTTE. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli” rende omaggio alla figura del collezionista già cara al Centro Pecci. Risale infatti al 2006 una prima donazione di Palli, con circa duecento opere di “Poesia Visiva e dintorni”. Esattamente dieci anni dopo, un nuovo lascito contribuisce a integrare e consolidare la collezione museale e le raccolte documentali del CID/Arti visive, rafforzando l’immagine e il ruolo di capofila del Centro Pecci nel sistema d’arte contemporanea toscano.
L’ampia mostra, curata da Stefano Pezzato, occupa nove sale del museo, ognuna focalizzata su una direzione specifica della collezione di Palli. Le rotte del collezionista sono infatti tante e diverse, e riflettono lo spiccato interesse per l’arte controcorrente e fuori dalle regole, che getta le sue radici nei movimenti del XX secolo (futurismo, dadaismo, surrealismo, informale, Pop e concettuale). Dalla rivoluzione poetico-visiva del Gruppo 70, fondato a Firenze da Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini, agli aggiornamenti più recenti della pittura; dall’approccio interdisciplinare del gruppo Fluxus agli ambienti rivisitati dai Radicali; dall’azionismo di Hermann Nitsch alle composizioni musicali d’avanguardia di Giuseppe Chiari.

La selezione di centocinquanta opere e oltre settanta artisti tenta così di restituire le linee e le direttive essenziali che hanno caratterizzato il collezionismo sperimentale di Palli. Quel che ne risulta è una fotografia del Novecento italiano come contenitore di esuberanza creativa e culturale, dove hanno proliferato nuove riflessioni sul tema della fruizione, della diffusione e della natura stessa dell’opera d’arte.
“Verita Monselles. Carnale”, dal 31 maggio al 30 agosto 2026; Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Viale della Repubblica 277, 59100, Prato; info.
“Rotte. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli”, dal 31 maggio al 1 novembre 2026; Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Viale della Repubblica 277, 59100, Prato; info.