Vedere l’aria: Bruno Munari al Museo del Novecento, Milano

Aperte le porte della Milano Art Week, il Museo del Novecento ospita, all’interno di un variegato programma di eventi, una nuova mostra monografica dedicata a Bruno Munari, visitabile fino all’autunno 2026. Nell’ambito del progetto Focus900, che esplora la collezione permanente del Museo attraverso approfondimenti dedicati ai protagonisti dell’arte italiana della seconda metà del secolo, la mostra “Vedere l’aria” racconta l’artista e designer milanese attraverso uno dei nuclei di opere più potenti all’interno della sua produzione, per forza poetica e originalità di visione. Il percorso è infatti incentrato sul rapporto tra Munari e l’elemento naturale dell’aria, che l’intellettuale ha declinato in tante e varie soluzioni attraverso il linguaggio dell’arte cinetica e programmata, di cui è stato cruciale ed indiscusso protagonista.
Realizzata nel 1969 a Como nell’ambito della manifestazione Campo Urbano. Interventi estetici nella dimensione collettiva urbana, la performance Far vedere l’aria ha rappresentato uno degli esiti più significativi della riflessione di Munari sul movimento naturale e impalpabile del vento, attraverso l’utilizzo di piccoli pezzi di carta e forme geometriche lanciate dall’alto di un edificio. L’azione, che ha reso visibile l’invisibile, è stata documentata dalle fotografie di Ugo Mulas, testimonianze preziosissime della forza concettuale di un gesto simbolico quanto ordinario e casuale. È proprio con questi scatti del fotografo di Pozzolengo che si apre il percorso negli spazi della galleria Gesti e Processi, storicamente dedicata all’arte concettuale e informale.

La mostra prosegue con una selezione di opere in sospensione. Nelle Macchine Inutili il movimento dell’aria trasforma i corpi in alluminio, legno o cartoncino in entità sospese che sfuggono al controllo dell’artista. Concavo-Convesso è una rete metallica che, attraversata dall’aria, produce fluide ombre di forme primordiali, come nuvole o conchiglie. I Filipesi infine, solidi geometrici vuoti delineati da esili linee appese al soffitto, si attivano tramite la forza di gravità e il peso dei materiali. In questi lavori l’aria, insieme ai suoi elementi interni, diventa regista indiscussa e detiene un potere arbitrario che neanche il creatore dell’opera possiede più. Slegate da ogni controllo, le opere modificano costantemente il proprio aspetto.
A completare il percorso, una serie di progetti su carta originali accolgono il pubblico all’interno del processo creativo e delle soluzioni operative dell’artista.

La fusione dei linguaggi – le sue opere sono allo stesso tempo sculture, installazioni, oggetti di design –, insieme all’estetica minimal ed elegante, ha reso Munari una figura unica e nevralgica all’interno del dibattito intellettuale milanese del Novecento. La città, durante una settimana di massimo fervore e vivacità artistica, gli rende omaggio attraverso una mostra che pone l’accento sulla sua ricerca che si è spinta ben oltre i propri limiti, forte di una visione sperimentale e avanguardista.
Alla mostra, realizzata in collaborazione con Spazio Munari, Corraini Edizioni e Archivi Bruno Munari, si affianca un laboratorio dedicato al pubblico più giovane, per sperimentare con materiali, forme ed equilibri.
Composte da energie fluide e transitorie, costellazioni precarie e assemblaggi essenziali, le opere di Bruno Munari sono un insegnamento che non conosce tempo e spazio, fondato su elementi eterni e viscerali dell’esistenza umana.

“Vedere l’aria”, dal 9 aprile all’autunno 2026; Museo del Novecento, Piazza Duomo, 8, Milano.
Info: https://www.museodelnovecento.org/web/museo-del-900