Giuseppe Penone vola in Olanda con una nuova commissione per il Museum Voorlinden

Il Museum Voorlinden, a Wassenaar (Paesi Bassi), si prepara a festeggiare a settembre il suo decimo anniversario. Fondato dal collezionista olandese Joop van Caldenborgh e oggi diretto da Suzanne Swarts, il museo dedicato al rapporto tra arte e natura accoglie opere di Land Art e Arte povera, ospitando artisti come Anselm Kiefer e Martin Creed.
In occasione del primo decennio dell’istituzione, Giuseppe Penone è stato invitato a realizzare una nuova opera appositamente pensata per lo spazio dei giardini, che verrà svelata al pubblico nel mese di luglio e resterà visibile fino al prossimo autunno. Dopo le commissioni di spicco a James Turrell (Skyscape, 2016) e Alicja Kwade (WeltenLinie, 2020), Identity – Wild Grass di Giuseppe Penone è un’opera di land art che replica la forma di un’impronta digitale, elemento già centrale nella poetica dell’artista: simbolo di irripetibilità e perfezione, antica memoria del legame tra corpo umano ed elemento naturale.

Per Suzanne Swarts, direttrice del museo, l’installazione rappresenta il naturale sviluppo di un rapporto consolidato con l’artista: «Siamo molto felici che Giuseppe Penone lascerà un’impronta permanente nella tenuta di Voorlinden. Il suo lavoro fa parte della nostra collezione da decenni e, nel corso degli anni, abbiamo costruito un rapporto profondo e duraturo con l’artista. Abbiamo avuto la fortuna di realizzare insieme una bellissima mostra nel 2022-2023, che ha ulteriormente rafforzato questo legame. Anche Penone si è innamorato del rigoglioso paesaggio naturale di Voorliniden e, ispirato dalle trame e dai ritmi del luogo, ha creato Identity – Wild Grass appositamente per noi. È un’opera che al tempo stesso riflette la natura viva che la circonda e ne diventa parte integrante».
Il museo olandese ha da sempre posto al centro la collaborazione stretta e ravvicinata con gli artisti: Joop stesso, amante dell’arte sin da bambino e con una forte devozione per Piet Mondrian, è stato un assiduo frequentatore degli studi degli artisti con cui ha collaborato, ricercando con loro uno scambio diretto e senza filtri. In particolare, l’amicizia tra il collezionista (e tutto il museo) e Giuseppe Penone è di vecchia data, e già nel 2022 era stata restituita al pubblico tramite un’ampia retrospettiva dedicata all’artista piemontese. Così Barbara Bos, curatrice della mostra, aveva descritto in quell’occasione il lavoro di Penone: «Lavora con costanza alla sua opera contemplativa, attraverso la quale ci ricorda la nostra unione con la natura e i suoi processi».

Realizzato all’interno di una tenuta secolare composta da prati, boschi e dune, e circondato da un giardino progettato da Piet Oudolf, il Museum Voorlinden custodisce oggi una delle più importanti collezioni di arte moderna e contemporanea al mondo, frutto di oltre settant’anni di ricerca. Oltre alla collezione, altre due sezioni – quella delle mostre temporanee e quella delle installazioni permanenti – sono parte di un ambizioso programma di respiro internazionale, con progetti passati dedicati a Pablo Picasso e Alberto Giacometti, Louise Bourgeois, Antony Gormley e molti altri.
In concomitanza con l’anniversario, il 12 settembre il museo inaugurerà la mostra “Celebrating Icons of Art”, che vedrà radunati grandi nomi contemporanei del XXI secolo insieme ai maestri del XX. Attraverso le opere di artisti come Lara Favaretto, Damien Hirst, Daniel Buren, Yayoi Kusama e Pascale Marthine Tayou, insieme a importanti prestiti provenienti da diverse parti del mondo, la prossima mostra si pone l’obiettivo di evidenziare quanto le opere d’arte siano in grado di creare una memoria visiva condivisa e ispirare sempre nuovi modi di osservare il mondo.