MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, inaugurato oggi a Messina

Nel corso della mattinata è stato presentato a Messina il progetto del MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, un nuovo modello di istituzione culturale: uno spazio dinamico dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e al confronto, in cui le pratiche artistiche contemporanee diventano strumenti di dialogo, inclusione e scambio tra culture diverse.
L’incontro si è svolto nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, dove sono stati illustrati obiettivi, attività e prospettive del nuovo polo culturale. Dopo il saluto istituzionale del sindaco di Messina, Federico Basile, sono intervenuti il ministro della Cultura Alessandro Giuli, la rettrice dell’Università degli Studi di Messina Giovanna Spatari, il direttore generale dell’Unità di Missione per la Cooperazione Culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura, Angelo Piero Cappello, e la dirigente della stessa Unità di Missione, Chiara Ianeselli.
Promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Creatività Contemporanea e l’Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, il progetto nasce dalla collaborazione con il Comune di Messina e l’Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI nella fase di avvio.

La sede del nuovo istituto sarà ospitata nelle Torri Morandi e a Villa Pace, due luoghi di grande valore storico e architettonico che, al termine degli interventi di riqualificazione, diventeranno i principali spazi dedicati alle attività del centro. Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di rigenerazione urbana e culturale della città e del Mezzogiorno, contribuendo alla strategia del Ministero della Cultura per rafforzare la cooperazione con i Paesi dell’Africa e dell’area mediterranea.
Con un approccio interdisciplinare, il MIRA concentrerà la propria attività sul Mediterraneo e sulla Sicilia, considerati crocevia tra Europa, Africa e Medio Oriente. Attraverso arti visive, performance, musica, danza, programmi di residenza e collaborazioni con artisti, università e centri di ricerca, promuoverà lo scambio culturale, la valorizzazione del patrimonio mediterraneo e lo sviluppo di nuove pratiche artistiche e di ricerca fondate sul dialogo e sulla diversità culturale.
Il centro raccoglie inoltre l’eredità del progetto MAXXI Med, avviato nel 2023, sviluppandone il percorso attraverso programmi espositivi, attività di ricerca interdisciplinare, percorsi formativi, residenze artistiche e collaborazioni con istituzioni internazionali.


Durante la presentazione sono state illustrate anche le prime iniziative previste per l’autunno 2026, che anticiperanno l’apertura ufficiale del MIRA e contribuiranno a definirne progressivamente l’identità. L’obiettivo è avviare fin da subito un percorso di ricerca, produzione culturale e confronto internazionale, favorendo la collaborazione tra artisti, studiosi e ricercatori e rafforzando il dialogo con le comunità del Mediterraneo.
Il programma prenderà il via a ottobre con Posso sentire ciò che ancora non riesco a vedere, performance del collettivo POLISONUM ideata per le Torri Morandi. Ispirata allo Stretto di Messina come luogo di incontro e trasformazione, l’opera proporrà un’esperienza immersiva che intreccia paesaggio, immaginazione e relazioni tra le specie, anticipando la visione culturale dell’istituto.
Sempre nell’autunno 2026 partirà anche un convegno internazionale promosso dall’Università degli Studi di Messina, articolato in una serie di incontri ospitati in diversi Paesi del Mediterraneo. Il progetto approfondirà il ruolo dello Stretto di Messina come crocevia storico e contemporaneo, affrontando temi legati alle narrazioni del Mediterraneo, alle lingue, ai paesaggi, alle rotte culturali e alle nuove prospettive della ricerca.
Il nome dell’istituto stesso richiama la sua vocazione internazionale. Mira è infatti una stella che lascia dietro di sé una lunga scia cosmica, immagine scelta come simbolo della capacità del centro di creare connessioni tra territori, discipline e culture, favorendo nuovi percorsi di ricerca e produzione artistica.
La presentazione del progetto è stata accompagnata dall’inaugurazione della monumentale installazione La Fontana Ferma dell’artista Piero Pizzi Cannella. Le due opere che compongono il progetto sono state collocate nel nuovo Parco Urbano dell’ex Fiera di Messina e in Piazza De Nava a Reggio Calabria, dando vita a un dialogo artistico permanente tra le due città. Le installazioni sono state realizzate grazie ai programmi della Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura: quella destinata al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stata selezionata nell’ambito del PAC 2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, mentre quella collocata a Messina rientra nel progetto Il Museo Rigenera.