L’Archivio Paolo Salvati celebra l’artista con un evento a Roma

Paolo Salvati, Sogno, montagna blu, 2001-2003. Olio su tela, 40 x 50 cm. Courtesy dell’Archivio Paolo Salvati

Mercoledì 24 giugno 2026 il Chorus Cafè di Roma ospita un appuntamento dedicato a Paolo Salvati (Roma, 1939-2014), promosso dall’Archivio Paolo Salvati nel dodicesimo anniversario della scomparsa dell’artista. L’evento, in programma presso lo spazio di Via della Conciliazione 4, presenta una selezione di dipinti a cura di Alberto Moioli, che alle 19:30 terrà anche un intervento dedicato alla figura e all’opera del pittore romano. L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione e diffusione del lavoro di Salvati promosso dall’Archivio, che proseguirà in ambito museale a partire dall’autunno. Il progetto prevede infatti una tappa al Museo Crocetti di Roma da ottobre 2026, per poi proseguire a Parigi e concludersi nuovamente nella capitale nel 2030.

Una nuvola di nebbia scende sul paesaggio, mentre la natura è un vero trionfo di colori. Paolo Salvati, Paesaggio inventato, 2011. Olio su tela, 45 x 50 cm. Courtesy dell’Archivio Paolo Salvati

Per l’occasione sarà presentato un nucleo di paesaggi provenienti dalla collezione privata dei figli dell’artista, opere già catalogate e pubblicate che restituiscono alcuni dei temi centrali della sua ricerca. La pittura di Salvati si è sviluppata lungo una traiettoria autonoma all’interno del panorama italiano del secondo Novecento, concentrandosi sul paesaggio non come rappresentazione naturalistica ma come costruzione mentale e simbolica. Nei suoi dipinti il dato reale viene spesso trasfigurato in immagini visionarie e cariche di significati psicologici, dando forma a una ricerca che ha mantenuto una posizione indipendente rispetto alle principali tendenze e avanguardie del periodo.
Nato a Roma nel 1939, Salvati si forma inizialmente come geometra, professione che esercita per diversi anni prima di dedicarsi interamente alla pittura. Nel corso della sua carriera partecipa a mostre e rassegne in Italia e all’estero, dagli anni dell’attività in Sardegna fino alle esposizioni con i Cento Pittori di Via Margutta, alle personali romane e alla presenza al Carrousel du Louvre di Parigi. La sua ricerca si è concentrata principalmente sul genere del paesaggio, sviluppato però in una direzione distante dalla veduta naturalistica. Montagne, scogliere, cieli e distese d’acqua diventano nelle sue tele elementi di una geografia interiore, costruita attraverso colori intensi e atmosfere sospese. Opere come la serie delle Montagne blu, tra i cicli più riconoscibili della sua produzione, mostrano come il paesaggio venga trasformato in una dimensione simbolica e psicologica, dove il riferimento al dato reale lascia spazio a una riflessione sulla memoria, sul sogno e sull’esperienza emotiva. In questo senso la pittura di Salvati si sviluppa lungo un percorso personale che privilegia la continuità della ricerca individuale rispetto all’adesione a movimenti o tendenze artistiche codificate.

Paolo Salvati, Castello tra la nebbia, Loira, sogno, 1996-2002. Olio su tela, 70 x 90 cm. Courtesy dell’Archivio Paolo Salvati

La serata romana sarà anche l’occasione per presentare l’attività dell’Archivio Paolo Salvati, l’associazione che cura la catalogazione, lo studio e la divulgazione dell’opera dell’artista. Oltre alla conservazione del patrimonio documentario e artistico, l’Archivio promuove attività di ricerca, pubblicazioni, incontri, progetti formativi e collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali. Tra le sue finalità rientrano inoltre iniziative di supporto e consulenza rivolte agli artisti, con particolare attenzione agli aspetti professionali, documentali e formativi della pratica artistica.
L’appuntamento del 24 giugno inaugura dunque un percorso di valorizzazione destinato a svilupparsi nei prossimi anni tra Roma e Parigi, con l’obiettivo di approfondire e diffondere la conoscenza dell’opera di Paolo Salvati attraverso mostre, attività di studio e iniziative pubbliche.

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