Centrale Fies 2026: il centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee si riattiva con un nuovo programma estivo

Apre al pubblico il 16 luglio il frutto di un anno intero di lavoro. Il programma estivo di Centrale Fies – Centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee si articola tra mostre, lecture, pratiche performative, dispositivi di ricerca, momenti conviviali e attivazioni pubbliche diffuse: undici giorni consecutivi che restituiscono le ricerche di artisti, curatori, studiosi e collettivi.
Inaugura il programma la personale di Monia Ben Hamouda, artista di origini italo-tunisine, dal titolo “Solo Show”, a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna.
A seguire, la tredicesime edizione di LIVE WORKS SUMMIT (17-19 luglio) costituisce il momento culminante di un processo annuale che unisce scouting, supporto ad artisti emergenti e monitoraggio dei linguaggi performativi contemporanei. Otto artisti presentano performance ideate durante un anno di residenze, mentorship e formazione. Tra le voci selezionate tramite una call internazionale, anche un italiano, Luc Ndikubwimana, vincitore della borsa di studio nominata all’imprenditrice e ambientalista etiope Agitu Ideo Gudeta. La fellowship nasce dall’obiettivo di contrastare l’assenza di diversità nel panorama artistico causata dalle dinamiche razziste e razzializzanti.
Si prosegue con The Sparks Return (22 luglio), progetto curato da Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato insieme a tre attivisti e attiviste culturali trentine. Grazie a una rete di volontari locali, si esplorano nuove forme di curatela condivisa, indagando il rapporto tra cultura, paesaggio e trasformazione sociale attraverso un programma di assemblee, tavoli di lavoro, talk e, alla fine, una cena condivisa e aperta al pubblico.
Per concludere, il progetto LOVE IS POLITICAL (23-26 luglio 2026) è dedicato alle relazioni che, attraversando il tempo, continuano a trasformarsi. Tornano compagnie che Centrale Fies ha sostenuto sin dagli esordi, ora premiate e riconosciute a livello internazionale e pronte a presentare le loro creazioni più recenti. Allo stesso tempo, partecipano al programma nuovi artisti e artiste all’inizio della loro carriera, con i quali Centrale Fies sta instaurando nuovi confronti e disegnando nuove collaborazioni.


Per l’edizione 2026, il tema è quello della natura politica delle relazioni. Partendo dalla convinzione che ciò che accade nelle vite delle persone non resta mai soltanto all’interno della sfera privata, ma diventa parte di un mondo condiviso fatto di possibilità e tracce collettive, una serie di incontri e progetti ibridi rielabora forme di esperienza comuni come il clubbing e la musica. Il collettivo Rifugio Amore, i DJ KUNTHUG e Mantis e il progetto performativo collettivo Kobramulata sono i protagonisti di una line up che sperimenta con sonorità elettroniche e balcaniche, influenze mediorientali, corpi in movimento e immaginari che sfidano le convenzioni.
Tre eventi speciali caratterizzano l’edizione di quest’anno: LIMINAL è un progetto di ricerca dell’Università Alma Mater di Bologna che indaga la violenza di frontiera con tecniche di rappresentazione visiva, investigazione geospaziale, mediale e open-source. Tramite l’intervento installativo Overhead, una serie di eventi pubblici e un’installazione audiovisiva dialogano per tre giorni con il pubblico, intrecciando tre diverse traiettorie di sorveglianza e violenza dall’alto nel Mediterraneo: aerial bordering, aerial occupations e genealogie dell’airpower italiano nella colonizzazione della Libia. Il progetto creato ad hoc per Centrale Fies rovescia lo sguardo dominante che proviene dall’alto e si interroga sul significato politico del guardare dal basso.
La curatrice indipendente Sofia Baldi Pighi si domanda invece cosa accade quando la guerra colpisce anche il patrimonio culturale, riflettendo sulla valenza politica della tutela e della conservazione. Il suo progetto Arte come resistenza civile guarda alla scena culturale ucraina e alla vivacità che questa continua ad esibire nonostante il conflitto e le distruzioni in atto. Pighi presenta così OPEN GROUP (Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga) con Repeat after me II, opera video al centro del padiglione polacco durante la 60. Biennale di Venezia.

BLUE BLUE BLUE LIMBO – un-archive è invece il progetto di Industria Indipendente curato da Michele Bertolino, che unisce una mostra, una performance, uno screening, una conversazione e un profumo. Il risultato è un archivio testuale, sonoro e olfattivo che restituisce gli esiti delle più recenti ricerche del duo curatoriale.
Centrale Fies si conferma così un organismo molto più complesso di un semplice festival. Preferisce definirsi «un ecosistema curatoriale condiviso», che dal 2020 ha infatti dato avvio a una profonda trasformazione delle proprie pratiche curatoriali, rivoluzionando il formato tipico del festival e favorendo nuove forme di apertura, transdisciplinarietà e comunità.
Dal 16 al 26 luglio; Centrale Fies, Loc. Fies 1, Dro; info