Endless summer a Cervia. L’esaustione della riviera

di | 10 giu 2026
Anna Capolupo, Antenate, 2024. Foto di Chiara Pavolucci

Come può un immaginario arrivare all’esaustione? A Cervia, la seconda edizione della mostra “Endless Summer” potrebbe aiutarci a trovare una risposta. Il group show è curato da MAGMA, collettivo attivo in Romagna dal 2020, ed è pensato come una sorta di jam session. Per l’occasione Alex Montanaro e Gioele Melandri hanno infatti invitato nove tra curatori e spazi indipendenti – Viola Emaldi, Antonio Grulli, Milovan Farronato, Cornelia Mattiacci e Saverio Verini, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Fertile e Toast Project – che, a loro volta, hanno proposto i lavori di diversi artisti che rispondessero al tema dell’estate infinita.
Per MAGMA l’estate non è intesa solo come stagione, ma come una sorta di stato mentale. «Un tempo dilatato in cui la luce trasforma giorni e spazi, dando forma a nuove percezioni, visioni e desideri. Una temporalità sospesa, dove intensità emotiva e fugacità convivono, entusiasmo e nostalgia si intrecciano. Il concept trae ispirazione dall’omonimo documentario sul surf diretto da Bruce Brown negli anni Sessanta, in cui un gruppo di surfisti attraversa i due emisferi inseguendo un’estate senza fine. “Endless Summer” ne riprende il paradosso: l’idea di un’estate perpetua come sogno impossibile, come mito».
C’è qualcosa di perturbante che emerge da questo tema, soprattutto se pensato in controluce rispetto alla zona dove si svolge la mostra: la regione dell’eterna performatività dei corpi abbronzati, dell’accoglienza assoluta, della perfetta identità tra lavoro e divertimento; la regione dall’indomito spirito che – nella narrazione mainstream – neanche l’alluvione del 2023 ha piegato. La Romagna, che ospita anche la principale fiera europea del wellness. Survival of the fitness.

La mostra, installata all’interno dei Magazzini del Sale di Cervia, presenta le opere di cinquanta artisti. Alcune di queste sembrano guardare direttamente a questo inquietante eterno sole. L’irradiamento, ad esempio, viene affrontato in maniera donchisciottesca da Davide Mancini Zanchi con il suo, o meglio i suoi, 1200 études pour le plus beau ciel du monde, 2021. L’inarrivabile intensità del cielo terso viene rincorsa dall’artista, che la parcellizza in una serie di dipinti generati ripetitivamente attraverso una noncurante “sbombolettata” di vernice azzurra. Il colore ricopre la tela dei piccoli quadri e lascia emergere la silhouette bianca del pollice che impugna il quadro contro il cielo durante l’applicazione dello spray.

Francesco Gennari, Come se, 2001. Foto di Chiara Pavolucci

Francesco Gennari presenta un lavoro del 2001, Come se, che consiste nel ramo di un giovane cipresso stabilizzato e installato a pavimento. La stabilizzazione consiste in un processo per il quale una pianta, grazie all’applicazione di agenti chimici, dopo la propria morte mantiene un colore stranamente verde acceso e la propria decadenza viene arrestata. I concetti di vita e morte si rincorrono e si intrecciano anche per via della scelta del cipresso, comunemente utilizzato nei cimiteri.

Goshka Macuga, Atoms Rearranged, 2024; Nuri, 2023. Foto di Chiara Pavolucci

O ancora Nuri e Atoms Rearranged di Goshka Macuga, dipinti rispettivamente del 2023 e del 2024. Le pitture a olio riprendono due distinti momenti della partenza di un razzo. Il primo è avvolto in una nube deflagrante. Nel secondo invece, il razzo lascia il posto a un’esplosione scarlatta. La tensione verso il costante superamento dei propri limiti sembra connettersi con lo spettro dell’autodistruzione.

Guido Guidi, Lugo e Ronta, 2008. Foto di Chiara Pavolucci

Un’altra parte della mostra, invece, si muove verso uno sguardo più esistenzialista e implosivo, come nelle fotografie di Guido Guidi, Luigi Ghirri, Andrea Magnani, che sembrano tutte, più o meno esplicitamente legate all’impossibilità di afferrare un attimo e ci riportano in una sorta di nostalgia. Un inedito Riccardo Baruzzi presenta Silvia, dittico fotografico nel quale una donna di schiena indossa un porta-pittura con zaino che permette al quadro di essere trasportato e fotografato per la pineta, quasi in uno strano grembo materno in PVC rosso. Cosa diversa invece è per Rachele Maistrello che, con il suo Blue Diamond (Gao Yue) del 2022, ripropone una delle cifre stilistiche ricorrenti nel suo lavoro, ovvero l’inserimento di cut-out all’interno della scena. Questi creano una profonda ambiguità e layer percettivi tra ciò che viene fotografato e il lavoro digitale successivo sull’immagine, rendendo difficile comprendere se quelle nei cut-out siano immagini ritagliate e incollate in post-produzione.

“Endless Summer” è capace di produrre un cambiamento di posizione nello spettatore. Benché siano presenti in mostra anche tanti lavori dall’aspetto più scanzonato, che riescono a veicolare una certa leggerezza presente nell’esposizione, è infatti possibile leggere un effetto di solarizzazione, inteso nel senso fotografico, che si muove all’interno dell’operazione. La solarizzazione è infatti quel processo per il quale, esponendo i negativi alla luce, questi producono un’inversione della tonalità, presentando quindi le zone scure come chiare e viceversa. Allo stesso modo la mostra in certi suoi momenti porta allo sfinimento l’immaginario estivo, sovraesponendolo e bruciandolo, e lasciando così emergere il suo lato più esausto e perturbante.


Artisti in mostra: Riccardo Baruzzi, Sergio Breviario, Anna Capolupo, Stefania Carlotti, Martina Cassatella, Maurizio Cattelan, Paolo Chiasera, Cuoghi Corsello, Sabine Delafon, Gabriele Ermini, Joana Escoval, Massimiliano Fabbri, Flavio Favelli, Luca Federico Ferrero, Francesco Gennari, Luigi Ghirri, Alessandra Giovannoni, Nan Goldin, Guido Guidi, Lucia Leuci, Lin Hóng Jìng, Goshka Macuga, Andrea Magnani, Rachele Maistrello, Tess Mallavergne, Davide Mancini Zanchi, Eleonora Mariani, Eva Marisaldi, Matisse Mesnil, Jimmy Milani, Mattia Moreni, Chiara Peruch, Alessandro Piangiamore, Paola Pivi, Luca Poncetta, Giulia Poppi, Riccardo Previdi, Laure Prouvost, Marinella Senatore, Roberta Silva, Tommaso Silvestroni & Mihály Mór Kovács, Vincenzo Simone, Michele Tocca, Gloria Tomasini, Venerdisabato, Giuditta Vettese, Francesco Vezzoli, Vinicius Jayme Vallorani, Andy Warhol, Giovanni Wetzl, Shafei Xia.


Dal 16 maggio al primo luglio; Magazzino del Sale, Cervia, Via Nazario Sauro, 24; info.