Artissima 2026: la fantasia guida la fiera internazionale torinese e la rende concreta

di | 05 nov 2026
Veduta dello stand di Bremond Capela, Parigi, ad Artissima 2026. Courtesy Artissima. Foto di Perottino-Piva-Castellano-Bergadano

Che cos’è la fantasia? Per questa sola domanda tante possono essere le risposte, ma una tra le molte ci è stata fornita dalla filosofa statunitense Martha C. Nussbaum secondo la quale la fantasia, fancy, è un corpo etereo dalla silhouette acrobatica, flessibile, una materia viva che muove la creatività slanciandola in avanti. Da queste suggestioni ha preso ispirazione la 33ª edizione di Artissima, la fiera torinese di nascita, ma dall’allure cosmopolita, in cui la Fancy: A Flexible, Acrobatic Body ha orchestrato idealmente la tre giorni espositiva (dal 30 ottobre – 29 ottobre in preview – al primo novembre 2026) presso l’Oval Lingotto Fiere. Sotto la ben oleata direzione di Luigi Fassi, al timone dal 2022 e arrivato quest’anno alla conclusione del suo mandato, la fiera si è strutturata su 183 gallerie, molte delle quali straniere, arrivate da 35 paesi, di cui 37 al loro esordio a Torino. Sette le sezioni presenti: Main Section quale polmone della fiera; New Entries con il benvenuto a nuove realtà; Art Editions per multipli ed edizioni; Monologue/Dialogue a instaurare un dialogo tra due artisti o a proporre mono exhibition e poi le tre sezioni curate da board internazionali: Present Future con focus sugli emergenti, Back to the Future e lo sguardo rivolto al Novecento e infine Disegni, che quest’anno ha spento dieci candeline.

Premi, istituzioni e territorio in fiera
Nove i premi conferiti a vario titolo quali frutti di una sinergia instaurata dalla fiera con imprese, territorio e istituzioni chiamate a supportare attivamente la crescita di questo appuntamento diventato, edizione dopo edizione, centrale nell’agenda dell’arte globale. Debutta quest’anno The Curators’ Choice, progetto sostenuto da Fondazione Arte CRT e che ha coinvolto curatori e professionisti internazionali il cui intervento si è concentrato nell’individuazione di gallerie distinte per originalità e qualità delle proposte. Sempre Fondazione Arte CRT ha confermato anche per il 2026 un fondo finalizzato ad acquisire opere per 300.000 euro che andranno a incrementare le collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e, allo stesso tempo, a sostenere il lavoro delle gallerie e degli artisti presenti in fiera.
Anche la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura è stata presente ad Artissima con talk, stand istituzionale e un accordo siglato tra la DGCC e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, in base al quale la direzione del museo ha avuto la possibilità di selezionare, in fiera, opere da proporre per l’acquisto al fine di arricchire la propria collezione permanente.

Veduta di Artissima 2026. Courtesy Artissima. Foto di Perottino-Piva-Castellano-Bergadano

Torino e Artissima, un rapporto saldo
E poi c’è Torino come prolungamento organico di Artissima, anello cittadino nel quale la pietra fieristica è incastonata saldamente. Il rapporto tra città e fiera anche nel 2026 si è articolato energicamente in programmi, mostre, eventi e gallerie aperte, ma si è anche operativamente strutturato sul supporto della città alla fiera e viceversa. Se spazi e istituzioni torinesi hanno dialogato con Artissima in modo proattivo, anche quest’ultima, dal canto suo, ha portato beneficio alla città con oltre 34.000 presenze e più di 700 collezionisti e curatori italiani e internazionali ospitati. E poi c’è da considerare la costellazione delle altre esposizioni che hanno proceduto su binari paralleli e di alto profilo come Flashback, The Others, APART Fair e Paratissima a Moncalieri a comporre un vero e proprio coro artistico sulle rive del Po. Tra le mostre in città, la notevolissima “La danza delle ore”, esibizione diffusa di Marisa Merz in tre atti (Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM di Torino), a celebrazione del centenario della nascita dell’artista, “Song Dong. Soul Out”, prima mostra personale in Italia dedicata all’artista Song Dong al MAO (Museo d’Arte Orientale) in corso fino al prossimo giugno 2027 e “NO FUTURE” alle Gallerie d’Italia di piazza San Carlo che ha riunito, nei giorni di Artissima, film e video di artisti presentati dalle gallerie partecipanti alla fiera, creando così un ponte tra i padiglioni dell’Oval e l’offerta culturale e museale della città. 

Veduta di Artissima 2026. Courtesy Artissima. Foto di Perottino-Piva-Castellano-Bergadano

Le vendite in fiera
Il mese di ottobre è stato fitto di eventi fieristici tra Frieze a Londra, Art Basel a Parigi e, appunto, Artissima. Il collezionismo non si ferma e nemmeno le gallerie, ma si può arrivare stanchi ad alcuni appuntamenti, sebbene forti di evidente qualità come nel caso di Artissima. Nonostante questo affollamento in agenda in meno di trenta giorni, all’Oval Lingotto Fiere si è mantenuto un buon livello di vendite e con soddisfazione espressa da una buona fetta delle gallerie partecipanti. 
Da Thomas Dane, che aveva in stand, tra le altre, opere di Marisa Merz, presente in città con una mostra vigorosa di cui sopra, è stata riscontrata una risposta positiva con acquirenti che hanno chiuso vendite in relazione a diversi artisti proposti tra i quali spiccavano Luigi Ghirri, Zaatari e Patricia Leite. Stesso riscontro per la romana Monitor con opere di Nicola Samorì ed Elisa Montessori portate a casa dai collezionisti. Da Tornabuoni vendite robuste per opere di Nicola De Maria e Claudio Parmiggiani e anche da Frittelli Arte Contemporanea il riscontro è stato positivo.
Alfonso Artiaco ha espresso soddisfazione per l’acquisizione da parte della Fondazione Arte CRT di 70 opere di Thomas Hirschhorn, appartenenti alla serie POST, del 2025-2026, e destinate alla GAM di Torino mentre è stato assegnato il premio Tosetti Value per la fotografia a Ruth Beraha rappresentata dalla galleria Ncontemporary che ha proposto i suoi lavori in una forchetta di prezzo interessante e appetibile, apprezzata dagli acquirenti.
Da RIBOT sono state vendute bene sculture di Olivia Bax mentre da Martina Simeti, che ha ricevuto il Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte, le vendite hanno avuto un significativo riscontro.
Tra le gallerie internazionali ChertLüdde da Berlino ha espresso parere positivo sull’andamento dei giorni all’Oval, stesso per Richard Saltoun con un nutrito gruppo di lavori di Romany Eveleigh acquistato dai collezionisti e sempre da Londra Alice Amati ha piazzato alcune opere di Danielle Fretwell. 

Veduta di Artissima 2026. Courtesy Artissima. Foto di Perottino-Piva-Castellano-Bergadano

In generale l’atmosfera di questa edizione 2026 di Artissima è stata fantasiosa e acrobatica per richiamare la Fancy ispiratrice del modello proposto mentre le vendite sono state concrete e hanno dato fiducia al sistema, sebbene senza picchi di euforia. Vero, ma già questo è tanto considerando il contesto globale, geopolitico ed europeo abbastanza incerto e che induce alla cautela, senza dimenticare le molteplici fiere internazionali svolte sempre nel mese di ottobre.
Torino e Artissima si presentano come un vero sistema in cui il motore generale è alimentato da più attori: istituzioni museali, fondazioni, fiera, aziende, territorio e spazi pubblici che dimostrano di saper dialogare bene tra loro e in modo costruttivo, offrendo una Art Week dal grande impatto e notevole qualità sotto la vetta della Mole.