La mostra del Kiran Nadar Museum of Art da Christie’s è il segnale più recente della crescente importanza del mercato dell’arte dell’Asia meridionale

Il Kiran Nadar Museum of Art di Nuova Delhi porta la sua collezione da Christie’s a Londra questa estate, ma nessuna delle opere sarà in vendita.
Dal 16 luglio al 21 agosto, l’istituzione porterà in scena “The Meeting Ground”, una rassegna non commerciale di opere tratte dalla sua collezione di sedicimila lavori presso la casa d’aste. La mostra accosterà modernisti indiani come M.F. Husain, S.H. Raza, K.G. Subramanyan e F.N. Souza ad artisti contemporanei dell’Asia meridionale, esponenti delle tradizioni artistiche indigene e artisti della diaspora. L’ingresso è gratuito.
La collaborazione tra Christie’s e il Kiran Nadar arriva in un momento di svolta per i mercati dell’arte indiana e dell’Asia meridionale. Le vendite di arte moderna e contemporanea dell’Asia meridionale da Christie’s e Sotheby’s sono cresciute in volume e valore negli ultimi cinque anni, diventando un ambito di crescente interesse per Asia Week New York, come aveva riferito Karen Ho per «ARTnews» nel 2024. I primati d’asta si sono moltiplicati: nel marzo 2025, Christie’s a New York ha venduto il monumentale Untitled (Gram Yatra) (1954) di M.F. Husain per 13.800.000 di dollari, stabilendo un nuovo record per l’arte moderna indiana e polverizzando una stima pre-vendita di 2.500.000 e 3.500.000. Il mese scorso, Saffronart a Delhi ha superato quella cifra con la vendita di Yashoda and Krishna (1890 ca.) di Raja Ravi Varma per 17.900.000 di dollari.

Negli ultimi anni il collezionismo indiano si è molto rafforzato, grazie a figure come Nita Ambani e Kiran Nadar, come aveva riportato Shreejaya Nair per il numero annuale Top 200 Collectors di «ARTnews» nel 2024: la prima è a capo della Reliance Foundation – il ramo filantropico della più grande azienda privata indiana, Reliance Industries –, la seconda è la fondatrice dell’omonimo museo e moglie di Shiv Nadar, che ha costruito HCL Technologies, una delle più importanti multinazionali informatiche in India.
E l’acquirente di quell’Husain da record? Nadar stessa, che ha trasformato il suo museo in uno dei poli di riferimento nell’ecosistema artistico dell’Asia meridionale. A inizio maggio, il KNMA ha inaugurato “Of Women Born”, un evento collaterale alla Biennale di Venezia 2026 firmato da Nalini Malani. L’installazione immersiva offre una rilettura femminista del mito greco di Oreste e presenta oltre trentamila animazioni disegnate a mano su iPad, distribuite su nove canali nei Magazzini del Sale. In occasione della Biennale precedente, il museo aveva allestito una mostra su Husain.
«Il dialogo internazionale è alla base della nostra nostra visione: apre nuovi orizzonti per il confronto e la ricerca», ha dichiarato Nadar in un comunicato sulla mostra londinese.

Il KNMA è in piena espansione. Inaugurato nel 2010 come prima istituzione privata indiana dedicata all’arte moderna e contemporanea del subcontinente, sta costruendo una nuova sede nei pressi dell’aeroporto internazionale Indira Gandhi di Delhi, un complesso articolato di oltre novantamila metri quadrati, con più spazi espositivi, un centro per le arti dello spettacolo, una biblioteca e un centro archivistico, un centro educativo e diversi ristoranti.
Christie’s non è l’unica casa d’aste ad avvicinarsi al mercato dell’Asia meridionale attraverso le mostre. Nel 2023, Sotheby’s a Londra aveva allestito una mostra non commerciale di opere di Raza in concomitanza con la retrospettiva del Centre Pompidou dedicata all’artista. «Era impossibile entrare nel palazzo senza imbattersi nella mostra di Raza», aveva dichiarato ad «ARTnews» nel 2024 Manjari Sihare-Sutin, vicepresidente e co-responsabile mondiale del dipartimento di arte moderna e contemporanea dell’Asia meridionale di Sotheby’s.
Christie’s enfatizza la portata storica della mostra: Damian Vesey, specialista internazionale della casa d’aste per l’arte moderna e contemporanea dell’Asia meridionale, ha dichiarato in un comunicato che si tratta della «prima volta che Christie’s dedica la sua mostra estiva all’Asia meridionale e a una singola istituzione».
