Trionfo per la Lewis Collection da Sotheby’s nel corso delle London sales di fine giugno

I roventi motori del mercato dell’arte, viste le temperature incandescenti avvertite anche a Londra, hanno rombato fragorosamente, facendo sentire la loro potenza ben oltre le sponde del Tamigi. Le tre sessioni di fine giugno di Sotheby’s, Christie’s e Phillips dedicate al comparto moderno e contemporaneo, a cui seguirà la settimana rivolta agli Old Masters a partire dal 30 giugno, hanno fruttato risultati incoraggianti, sebbene a passare alla storia sia stata la vendita di Sotheby’s che vantava un catalogo di alte preziosità con lotti a firma Modigliani, Bacon e Freud, provenienti dalla straordinaria Lewis Collection. Meno briose le vendite in 8 King St, dove Christie’s ha presentato la sua selezione, chiudendo vendite poco energiche e solo alcuni picchi registrati per la Zabludowicz Collection, mentre Phillips, con un catalogo esteso di circa novanta lotti in verticale sul contemporaneo, ha condotto un’asta di tutto rispetto con settantasei lotti passati di mano su novanta offerti e con percentuali di vendita pari al 90% per valore e 84% per lotto.

I capolavori della Lewis Collection da Sotheby’s
Riunita nel corso di diversi anni, la collezione di Joe Lewis e della figlia Vivienne Lewis partiva da una stima pre-asta molto sostenuta, la più alta mai attribuita a una collezione di un unico proprietario offerta in Europa. Del resto, i nomi degli artisti della raccolta erano di respiro museale, per cui ci si aspettava un valore di questa entità. Per far fruire a tutti la bellezza della collezione, in modalità museo per l’appunto, le opere sono state esposte al pubblico fino al 23 giugno nella sede londinese di Sotheby’s al 34-35 di New Bond Street, prima di finire in mani private a seguito dell’asta.
Amedeo Modigliani è stato il protagonista della Masterpieces from the Lewis Collection che si è svolta il 24 giugno scorso. I due lotti dell’artista livornese Nu assis au collier (1917-1918) e Homme à la pipe (Le Notaire de Nice) (1918-1919) hanno maturato un valore aggregato di 71.515.000 sterline, commissioni incluse. A seguire, una delicata silhouette dai toni chiari di Gustav Klimt Bildnis Gertrud Loew (Gertha Felsőványi) ha stracciato la stima bassa fissata a venti milioni di sterline per passare di mano a 36.160.000 sterline, e poi lo splendido nudo di Lucian Freud Sleeping by the Lion Carpet (1995-1996) che ha sfiorato quota trenta milioni di sterline. E ancora, tra gli altri: René Magritte, Edgar Degas, Pablo Picasso ed Egon Schiele a far quadrare una sale total da 296.315.000 sterline e segnare un nuovo record per Sotheby’s rispetto alla vendita di una single-owner collection nel Vecchio Continente. A questo magnifico risultato si è aggiunto, poi, quello della Modern & Contemporary Evening Auction che si è svolta subito dopo l’asta della collezione Lewis. Anche qui il catalogo era di gran pregio con le Nymphéas (1907) di Claude Monet arrivate a toccare quota quaranta milioni di sterline, Untitled (1959) di Mark Rothko a 9.020.000 sterline e dal fronte più contemporaneo Love Is In The Air (Life Size) del 2011 a firma Banksy a 6.434.000 sterline, per un totale complessivo di 97.053.786 sterline con oltre il 70% dei lotti aggiudicati sopra la stima alta. Il numero magico delle due sessioni per la serata del 24 giugno da Sotheby’s è stato 393.400.000 sterline, il risultato più alto mai registrato in una singola serata d’aste in Europa.

La Zabludowicz Collection da Christie’s
Il giorno seguente, il 25 giugno, Christie’s ha presentato Beyond Ordinary – Then. Now. Next. Works from the Zabludowicz Collection, a cui è seguita la Post-War to Present. Il totale aggregato per entrambe le sessioni è stato di 25.665.596 sterline, con le vendite maggiori che si sono avute nella porzione di serata dedicata alla collezione Zabludowicz. Sopra il milione di sterline sono state vendute opere di Richard Prince, che con Untitled (Cowboy) del 1994 ha raggiunto 1.575.000 sterline di aggiudicazione, incluse le commissioni. A seguire Farther South and Elsewhere (2015) di Mark Bradford e sul più alto gradino del podio la Mirror Head (1977) di Philip Guston a quota 3.954.000 sterline, probabilmente finita al garante di parte terza. Buoni riscontri per le opere di Rashid Johnson, Glenn Ligon e Damien Hirst. Nel corso della Post-War to Present l’unica opera a raggiungere una cifra milionaria è stata The Haunter a firma di Cecily Brown del 2010, che è passata di mano per 2.795.000 sterline.

Phillips e il focus sull’arte South Asian
A chiudere il cerchio è stata Phillips il 26 giugno con una sessione dai toni fluidi e dinamici. Il catalogo era centrato su pratiche spiccatamente contemporanee e strategicamente strutturato su un gruppo di opere South Asian. Prima dell’asta, Yassaman Ali, Direttrice del dipartimento Middle East & South Asia Regions, aveva infatti focalizzato l’attenzione sul grande momento che sta vivendo l’arte indiana e in generale del Sud dell’Asia, presentando ogni singolo lotto della categoria presente nel catalogo della Modern & Contemporary Art Evening & Afternoon Sale del 26 giugno. Il risultato non si è fatto attendere, con un 100% di venduto e Untitled (1970) di Maqbool Fida Husain che ha triplicato la sua stima bassa, passando di mano per 412.800 sterline. Oltre a questo, a trainare le vendite della sessione il compianto David Hockney presente con The only one with waves (1991) che ha trovato una nuova casa per 2.423.000 sterline, e sempre sopra il milione di sterline INFINITY-NETS (MAE) datato 2013 a firma Yayoi Kusama. Il totale della serata è stato di 11.964.743 sterline, a conferma di una tonicità propria del mercato, ma anche delle scelte strategiche affinate in casa Phillips.
In questa prima parte dell’anno si può constatare come il mercato selettivo continui a navigare con vento in poppa, senza tirarsi indietro dinanzi a lotti milionari dalla prestigiosa provenienza e con pedigree di valore. Lo si è visto ampiamente a New York, nel corso della Marquee Week dello scorso maggio con lo stesso copione ripetuto qui, a Londra, nei giorni scorsi. Ora è tempo di chiudere i bilanci del primo semestre 2026, abbastanza soddisfacenti per il mercato secondario, in attesa di ripartire a settembre con i calendari dell’autunno e, probabilmente, con nuove e prestigiose collezioni pronte per essere disperse sul mercato, a conferma di un trend che si rinvigorisce sempre più e che vede le collezioni private di respiro museale essere ambite da quei portafogli pronti ad affrontare un certo tipo di spesa.