Festival delle Orestiadi 45. Un’edizione speciale che celebra Gibellina Capitale Italiana dell’arte contemporanea 2026

Inaugurata il 3 luglio la quarantacinquesima edizione del Festival che ogni anno celebra Gibellina, prima Capitale Italiana dell’arte contemporanea nel 2026. In occasione del prestigioso riconoscimento, il Festival delle Orestiadi risponde con un’edizione speciale, ricca di eventi per valorizzare il prezioso rapporto tra storia, arte e teatro che da sempre caratterizza l’identità di Gibellina.
Sotto la direzione artistica di Alfio Scuderi, il programma alterna progetti inediti, performance, mostre e letture, in una cornice ampia e multidisciplinare che tocca luoghi storici come il Baglio di Stefano, il Museo delle Trame Mediterranee e il Cretto di Burri.
«Atti di resistenza contemporanea è il titolo pensato per questa edizione, proprio perché riteniamo che portare avanti un progetto al tempo stesso ambizioso e coerente come quello delle Orestiadi, in questi quarantacinque anni di attività, sia stato e sia ancora oggi un atto rivoluzionario, di resistenza appunto», ha dichiarato il direttore artistico.

Dopo l’anteprima del Festival dedicata alla figura di Emilio Isgrò e alla riscrittura installativa della sua Orestea di Gibellina – opera del 1982 che diede il nome al Festival –, pensata appositamente per il Cretto di Burri, un fittissimo programma di eventi prosegue fino al 2 agosto 2026.
Al centro di questa edizione, due importanti centenari di nascita, quelli di Dario Fo e Arnaldo Pomodoro, due figure che hanno instaurato un rapporto speciale con Gibellina, il primo recitando il suo Mistero Buffo nelle baracche dopo il terremoto del 1968, il secondo rendendo Gibellina un palcoscenico a cielo aperto con il debutto della sua Orestea tra i ruderi della città nel 1983.
Il 3, 4 e 5 luglio, l’omaggio a Fo si articola tra una rilettura del suo testo culto Francesco lu Santo Jullare, interpretato da Ugo Dighero, e una nuova produzione inedita per Gibellina, tratta dai Monologhi per una donna scritti con e per Franca Rame, curata da Silvia Ajelli.
Il tributo a Pomodoro sarà invece il 18 luglio, con una performance inedita tra parola, gesto, musica e immagine, a partire dalle scene della sua Orestea e con la voce di Isabella Aragonese.

Altro omaggio speciale, programmato per l’11 luglio, è dedicato alla figura eclettica e poliedrica di Roberto Andò, tra i primi direttori artistici del Festival e dunque nome storico e centrale per l’intera città di Gibellina. Al centro di questo progetto, l’installazione Qui la vita non è altrove di Mimmo Paladino e dello stesso Andò parte dai testi di Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello e si arricchisce della voce di Toni Servillo. L’esperienza vuole restituire quella vicinanza tra arte e teatro che ha fatto parte dell’identità del festival sin dai suoi esordi.

Seconda tappa dello speciale percorso dedicato allo sceneggiatore, regista e scrittore palermitano sarà il progetto, a cura di Vincenzo Trione, Autoritratto. Roberto Andò/Gibellina: un racconto tra memorie, immagini, suggestioni e testi per ripercorrere la storia degli anni di direzione artistica di Andò e la sua amicizia con artisti quali Bob Wilson e Peter Stein, Amos Gitai e Moni Ovadia.
A chiusura dell’evento sarà la lettura, con la voce di Moni Ovadia e le musiche dal vivo di Marco Betta e Gianni Gebbia, di uno dei primi testi di Andò, Diario senza date: un romanzo ipnotico e struggente che ruota attorno al luogo d’origine dell’autore: Palermo.
Con un programma vastissimo tra arte, teatro, narrazione, musica e danza, il Festival delle Orestiadi conferma Gibellina, e tutta la Sicilia, come punto nevralgico nel panorama culturale nazionale, in grado di coniugare storia, ricerca e impegno civile con uno sguardo sempre vigile e aperto sul contemporaneo.
Dal 3 luglio al 2 agosto; Baglio Di Stefano, Gibellina, 91024; info.