Fondazione Iris dedica una mostra alla collezione di Giorgio Franchetti e alla comunità artistica di Palazzo Altemps a Bassano in Teverina

“The Giorgio Franchetti Collection”, 2026. Veduta dell’allestimento. Fondazione Iris. Palazzo Altemps, Bassano in Teverina. Foto di Alessandro Vasari

Acquistato nel 1975 da Cy Twombly insieme al cognato Giorgio Franchetti, Palazzo Altemps del XVII secolo a Bassano in Teverina, nel cuore della Tuscia, fu studio e rifugio dell’artista fino al 2008. Oggi è sede della Fondazione Iris che, dopo un restauro di due anni promosso dalla famiglia Twombly, dal 2023 ha ospitato mostre dedicate a Robert Nava, Rita Ackermann e WangShui. Se queste esposizioni hanno invitato artisti contemporanei a confrontarsi con l’eredità di Twombly e con il contesto di Bassano, il nuovo progetto espositivo “The Giorgio Franchetti Collection” si concentra sulla figura di Giorgio Franchetti e sulla comunità artistica che per decenni si è raccolta attorno a lui. Attraverso opere di Tano Festa, Mario Ceroli, Joseph Kosuth, Francesco Lo Savio, Sandro Chia, Franco Angeli, Pino Pascali, Mario Schifano, Piero Manzoni, Luigi Ontani, Alighiero Boetti, Tatia Franchetti e Cy Twombly, l’esposizione intreccia una collezione privata costruita attraverso amicizie e frequentazioni, il ruolo di Giorgio Franchetti nella scena artistica romana del secondo dopoguerra e il legame profondo tra Cy Twombly e Bassano in Teverina.

Tatia Franchetti, Ritratto di Giorgio Franchetti. “The Giorgio Franchetti Collection”, 2026. Fondazione Iris. Palazzo Altemps, Bassano in Teverina. Foto di Alessandro Vasari

A emergere con forza è infatti soprattutto la figura di Giorgio Franchetti. Ingegnere di formazione, collezionista, restauratore per passione, organizzatore spontaneo di incontri e amicizie, Franchetti non fu un mercante d’arte nel senso tradizionale del termine, eppure svolse un ruolo decisivo per molti degli autori che frequentavano il suo ambiente. La sua passione per il collezionismo risale al 1938, quando acquistò un piccolo dipinto di Giorgio de Chirico. Dopo la guerra, l’incontro con il gallerista Plinio de Martis si rivelò determinante, avvicinandolo in modo sempre più profondo all’arte contemporanea e introducendolo a quella rete di artisti che avrebbe accompagnato per tutta la vita. La mostra restituisce proprio questa dimensione: Franchetti come presenza costante, interlocutore privilegiato, figura capace di mettere in contatto mondi diversi. Le opere esposte testimoniano rapporti personali prima ancora che collezionistici. In un’epoca in cui il mercato dell’arte contemporanea era molto meno strutturato di oggi, le opere circolavano spesso attraverso scambi, regali e amicizie durature. La collezione racconta questo sistema di relazioni.

Joseph Kosuth, One and three hammer, 1965. Martello, fotografia, e definizione da dizionario. “The Giorgio Franchetti Collection”, 2026. Fondazione Iris. Palazzo Altemps, Bassano in Teverina. Foto di Alessandro Vasari

Emblematico è il lavoro di Franco Angeli in apertura alla mostra, dedicato proprio a Franchetti. L’opera prende spunto da un’abitudine del collezionista romano nella sua abitazione in Via di Monserrato e restituisce perfettamente il tono della mostra: un racconto in cui la storia dell’arte convive con l’aneddoto e l’amicizia. A suggerire questa atmosfera è anche il video di Plinio de Martiis che accompagna il percorso espositivo. Gli spezzoni d’archivio mostrano artisti, amici e familiari riuniti attorno a Franchetti e Twombly. Il filmato mostra complicità, momenti di leggerezza e una familiarità che attraversa tutte le immagini. Le opere esposte finiscono così per apparire come le tracce materiali di una storia più ampia, fatta di frequentazioni, viaggi, scambi e collaborazioni.

Cy Twombly, Giorgio Franchetti, 1961. Matita e colori su tela, 150 x 124,5 x 2 cm. “The Giorgio Franchetti Collection”, 2026. Fondazione Iris. Palazzo Altemps, Bassano in Teverina. Foto di Alessandro Vasari

Passeggiando nelle stanze di Palazzo Altemps si scopre infatti come l’edificio stesso possa essere considerato una sorta di opera collettiva. Frammenti archeologici, colonne, elementi etruschi e reperti classici compaiono ovunque, ricombinati in configurazioni inattese. Un elemento funerario etrusco poggia sopra una colonna romana, un frammento di sarcofago diventa una fontana. Gli assemblaggi disseminati nel palazzo testimoniano una pratica condivisa da Twombly e Franchetti: raccogliere, accostare e reinventare materiali provenienti da epoche diverse. L’antico viene così sottratto alla sua funzione originaria per entrare in un nuovo racconto, rivelando una dimensione più libera e giocosa del loro dialogo con la storia. La vicenda di Palazzo Altemps è inseparabile da quella di Cy Twombly e del suo rapporto con Bassano in Teverina. Quando l’artista americano arriva nella Tuscia è alla ricerca di uno spazio appartato dove lavorare lontano da Roma. Trova un edificio quasi abbandonato e, insieme a Giorgio Franchetti, decide di trasformarlo. Il restauro del palazzo diventa presto un progetto condiviso che riflette gli interessi di entrambi: l’architettura storica, l’archeologia, il collezionismo e una particolare sensibilità per la stratificazione del tempo. Dalle finestre del palazzo lo sguardo si apre sulle colline della Tuscia. La presenza diffusa delle rovine, il verde che circonda il borgo e la dimensione appartata del luogo contribuirono a fare di Bassano qualcosa di più di una semplice residenza estiva. Per Twombly quel paesaggio divenne uno spazio mentale oltre che fisico, un luogo in cui natura, storia e memoria trovavano una sintesi particolarmente fertile, destinata ad affiorare anche in alcune delle opere realizzate in questi spazi.

Cy Twombly, White Rabbit. 60 x 40 x 3 cm; Luigi Ontani, Giorgio Franchetti Barone, Le tre età, 1982. Maschera intagliata in legno pule dipinto, 29,5 x 21,5 x 12 cm. “The Giorgio Franchetti Collection”, 2026. Fondazione Iris. Palazzo Altemps, Bassano in Teverina. Foto di Alessandro Vasari

A cinquant’anni dall’acquisto di Palazzo Altemps, Fondazione Iris restituisce l’immagine di un luogo costruito tanto dalle opere quanto dalle relazioni che lo hanno attraversato. La collezione di Giorgio Franchetti, il ricordo della presenza di Cy Twombly e gli interventi disseminati nelle stanze raccontano la storia di una comunità che ha fatto dell’amicizia, della curiosità e della libertà di sperimentare una forma di vita condivisa. In questo senso la mostra chiarisce anche la direzione intrapresa da Fondazione Iris: mantenere Palazzo Altemps come uno spazio aperto e attivo, dove la storia del luogo continua a essere riletta e riscritta attraverso mostre, ricerche e nuove prospettive.