Le mostre e gli eventi di agosto. Una guida a 10 eventi estivi in Italia

Cosa succede quando l’arte si inserisce negli spazi comuni? Quando si fonde con la storia e l’identità dei luoghi, quando interpella le persone prima ancora che la critica?
Ad agosto in Italia il lungomare, le campagne e i borghi accolgono tutti, tramite mostre e progetti che si attivano soltanto grazie alla partecipazione, l’interesse e la curiosità di chi l’arte contemporanea “non la capisce”. Le dieci tappe selezionate riescono a superare le barriere mediatiche invisibili – che da sempre nel nostro paese allontanano il grande pubblico da un settore culturale percepito come elitario ed esclusivo – e a inserirsi nei vissuti personali, nei luoghi d’affezione, in quei posti dove qualcuno è cresciuto e qualcun’altro è passato solo di sfuggita.
Fuori dal white cube e dagli opening su invito, le ville toscane parlano di paesaggio e artigianato, mentre i centri del sud si fanno laboratori creativi aperti a tutti. Gibellina ricorda il devastante terremoto del 1968 con un programma artistico che grida alla vita e i borghi più interni si riscoprono teatri a cielo aperto.
1. Portami il Futuro. Gibellina capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 – Gibellina (fino al 31 dicembre)
Il 15 gennaio del 1968 un terremoto devastò la città di Gibellina e la Valle del Belìce. Nella stessa data, quest’anno, ha preso avvio il programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, tra mostre, residenze, performance e progetti educativi. Gibellina, simbolo universale di rinascita, si fa sinonimo di responsabilità culturale, con un calendario diffuso che interpella l’arte contemporanea e il suo ruolo di ponte tra la comunità e il migliore dei futuri possibili.

2. Hypermaremma – Maremma Toscana (opere permanenti)
Un museo che non smette mai di crescere: è possibile se quel museo non ha mura, ma sconfina nello spazio immenso della Maremma Toscana. Ogni anno dal 2019 nuovi artisti sono invitati a realizzare un’opera site specific da inserire nel territorio, tra spiagge estrusche, antiche rovine, vigneti e borghi medievali. Il paesaggio non è marginale ma protagonista dell’opera, che lo interpella e ne studia le tradizioni, la storia e le atmosfere. Senza biglietti, file o orari di apertura, le opere di Hypermaremma si stratificano sul territorio che, di conseguenza, ha sempre nuove cose da dire.



3. Antony Gormley, “What holds us?” – Galleria Continua, San Gimignano (fino al 13 settembre)
La scultura di Antony Gormley parla il linguaggio dei corpi. Primordiali come la pietra e l’argilla, industriali come il cemento e il ferro, fragili e precari come il cartone. Secondo l’artista britannico è dai corpi che inizia «la possibilità di un mondo». I corpi in mostra sono pezzi d’architettura che si appropriano delle masse e dei volumi della città. Attraverso queste identità senza volto che si disperdono per gli spazi interni ed esterni della galleria, Gormley ci invita a reinventare il mondo che abitiamo e che diamo per scontato.


4. “Mimmo Jodice. Mediterraneo” – Palazzo Lanfranchi, Matera (fino all’8 novembre)
Il Mediterraneo culla millenni di storia immortale. Mimmo Jodice ha parlato con quel mare e ne ha raccolto i segreti, custoditi nei bronzi, nei templi, nelle rovine bagnate da acqua salmastra. La prima grande mostra monografica istituzionale dopo la scomparsa dell’artista – a ottobre 2025 – restituisce la potenza di un occhio che ha saputo creare un ponte autentico tra antico e contemporaneo, viaggiando tra Paestum a Pompei fino alla Grecia e alla Turchia, restituendone un paesaggio quasi metafisico.


5. PhEST, Festival Internazionale di Fotografia e Arte – Monopoli (dal 7 agosto al 1 novembre)
«What if?» è la domanda attorno a cui, nell’anno dell’undicesima edizione, ruota il festival che trasforma la città in un laboratorio d’arte diffuso. Il titolo scelto per il 2026 è infatti un invito a entrare nella dimensione sospesa e incerta della possibilità. Più di duecentocinquanta mostre disegnano scenari alternativi tra storia, identità, tecnologia e natura, in cui l’immaginazione non è un luogo in cui fuggire dalla realtà, ma un terreno pratico in cui reinventarsi.


6. White Carrara – Carrara (fino al 30 agosto)
Una mostra a cielo aperto, un’intrusione artistica nei luoghi della città. La decima edizione di White Carrara porta il design nelle strade e nelle piazze con circa trenta opere che si inseriscono e abitano il tessuto urbano: panchine, sistemi di illuminazione, installazioni, dispositivi di sosta. Le firmano designer internazionali e sono realizzate con tecnologie d’avanguardia da aziende locali, regalando alla città del marmo un nuovo e rinnovato patrimonio permanente, destinato a diventare parte integrante dell’identità cittadina.


7. “William Kentridge” – Villa Rufolo, Ravello (fino al 5 settembre 2026)
Nella città in cui Richard Wagner trovò ispirazione per il suo Parsifal, Villa Rufolo ospita oggi un artista che da sempre intreccia musica, teatro e immagine in un unico processo creativo. William Kentridge utilizza il segno come azione, movimento, ritmo, all’interno di una dimensione scenica e musicale. In mostra, le architetture interne della villa e quelle naturali del giardino progettato nel XIX secolo ospitano disegni, video, installazioni e sculture dell’artista sudafricano, tra le voci più poliedriche della scena internazionale.

8. Chiara Camoni, “Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice” – Casa Zegna, Trivero Valdilana, Biella (fino al 22 novembre)
Mentre le sue opere sono al centro del Padiglione italiano alla Biennale di Venezia, nell’oasi di Casa Zegna Chiara Camoni dialoga con l’architettura del giardino d’inverno progettato da Pietro Porcinai. Le opere realizzate con i materiali provenienti dal territorio – terre, minerali, fibre vegetali – si presentano come organismi vivi, forme che abitano lo spazio, custodendo preziose e antiche memorie. La “luccicanza” dunque è una luce organica e fragile che, nella sua intermittenza, disegna e crea nuove connessioni.


9. Cortona on the Move – Cortona (fino al 1 novembre)
Il borgo medievale di Cortona torna a farsi palcoscenico internazionale di fotografia contemporanea. Con la nuova direzione artistica di Renata Ferri, la sedicesima edizione del Festival indaga l’Italia degli ultimi decenni, utilizzando il medium fotografico come lente poetica e allo stesso tempo strumento d’inchiesta. Trentatré mostre – tra esposizioni personali e collettive, confronti generazionali, progetti inediti e committenze – esplorano le complessità di un paese in cui la declamata meraviglia fa i conti con un pragmatico disincanto.

10. “PLANTING SCULPTURES, SCULPTING PLANTS” – Villa Geggiano, Castelnuovo Berardenga, Siena (fino al 5 settembre)
Nelle campagne senesi, il giardino di Villa Geggiano si apre alla sperimentazione, ospitando le ricerche di Natsuko Uchino, artista interdisciplinare proveniente dal sud della Francia. Le sue riflessioni su natura, agricoltura e pratiche artigianali trasformano gli spazi della villa in un luogo di lenta e paziente collaborazione, coinvolgendo altri cinque artisti. “Piantando sculture e scolpendo piante”, Uchino trasforma l’orto in un organismo vivo e mutevole, tra forme di argilla e scarti organici.
