La Neue Galerie di New York si fonde con il Metropolitan Museum of Art 

di | 18 giu 2026
Ronald Lauder davanti a Ritratto di Adele Bloch-Bauer I (1907) di Gustav Klimt presso la Neue Galerie, New York, 2006. Foto di Chris Hondros / Getty Images

La Neue Galerie, museo privato nell’Upper East Side di New York gestito dal collezionista Ronald S. Lauder, si fonderà con il Metropolitan Museum of Art, in una nuova e significativa espansione.
Secondo quanto riportato dal «New York Times», la fusione avverrà nel 2028 e la Neue Galerie assumerà il nome di Met Ronald S. Lauder Neue Galerie, o semplicemente Met Neue. Il museo si trova in un edificio all’angolo tra la 5th Avenue e la 86th Street, a circa cinque minuti a piedi dal Met.
La Neue Galerie è nota per le sue cospicue collezioni di arte modernista tedesca e austriaca, che comprendono capolavori di Gustav Klimt – uno di questi vale più di cento milioni di dollari. Al «Times», Lauder ha dichiarato che alcune opere del museo potrebbero essere esposte al Met, con delle eccezioni: il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Klimt (1907), acquistato da Lauder per la straordinaria cifra di centotrentacinque milioni di dollari, è tra le opere che resteranno nella sede attuale. Lauder l’ha definita «la nostra Gioconda».
Per gestire la Neue Galerie, il Met dovrà raccogliere duecento milioni di dollari in fondi di donazione. Stando a quanto riferito, Lauder e sua figlia Aerin Lauder Zinterhofer contribuiranno con una quota e con tredici opere della loro collezione. Tra queste figurano un Klimt di grande valore, dipinti degli espressionisti tedeschi Ernst Ludwig Kirchner e Max Beckmann, e opere dei rappresentanti della Neue Sachlichkeit, Otto Dix e George Grosz.
Max Hollein, direttore del Met, ha dichiarato al «Times» che il museo non possiede solide collezioni di modernismo austriaco e tedesco a cavallo tra Ottocento e Novecento, e che la fusione rappresenta un modo per colmare questa lacuna. «È un’area in cui la collezione del Met non è particolarmente forte», ha detto. «La Vienna del primo Novecento e la Berlino degli anni Venti erano l’epicentro dello sviluppo dell’avanguardia. Lì bisogna essere presenti, con una collezione all’altezza».
Lauder – fratello del compianto Leonard A. Lauder, a cui è intitolato l’intero centro di ricerca sull’arte moderna del Met – in passato ha già sostenuto questa istituzione, donando nel 2020 novantuno pezzi al rinomato dipartimento di armi e armature del museo. È inoltre uno dei più prodigiosi collezionisti al mondo, presente in ogni edizione della classifica dei 200 Migliori Collezionisti di «ARTnews» dal 1998. Negli ultimi anni ha fatto parlare di sé per essere comparso negli Epstein files e per il suo sostegno a Israele, che ha spinto i manifestanti pro-Palestina a protestare al consiglio di amministrazione del Museum of Modern Art, di cui è presidente onorario.
Parallelamente alla fusione con la Neue Galerie, continua l’annoso sforzo del Met per costruire una nuova ala dedicata all’arte moderna e contemporanea. Il piano dovrebbe finalmente concretizzarsi nel 2030 con la realizzazione di un nuovo complesso di sale progettate dall’architetta Frida Escobedo. La nuova ala, costata cinquecentocinquanta milioni di dollari, si estenderà su una superficie di circa 11.700 metri quadrati.
Il Met ha attualmente un’altra struttura satellite, i Cloisters, spazio dedicato all’arte medievale nel Fort Tryon Park. Nel corso degli anni Dieci del Duemila, ha gestito brevemente anche il Met Breuer, nell’ex sede del Whitney Museum – edificio che oggi ospita Sotheby’s.

Da «ARTnews US».