Il Premio Mila per la Fotografia Contemporanea 2026 in mostra da Careof a Milano

Dall’11 al 27 giugno gli spazi di Careof a Milano ospitano la mostra del Premio Mila per la Fotografia Contemporanea 2026, iniziativa promossa dal Fondo Malerba per la Fotografia per sostenere la produzione e la diffusione delle ricerche emergenti nel campo dell’immagine contemporanea. Nato nel 2014 in memoria di Mila Malerba, cofondatrice del Fondo, il premio è giunto quest’anno alla sua quinta edizione e conferma la propria attenzione nei confronti delle nuove generazioni di artiste e artisti under 40, affiancando al riconoscimento economico un’attività di acquisizione e valorizzazione delle opere selezionate.
La giuria del premio, composta da Caterina Angelucci, Matteo Balduzzi, Marta Cereda, Bernardo Follini, Francesca Lazzarini e Andrea Elia Zanini, ha individuato cinque finalisti: Edoardo Bonacina (2001), Virginia Morini (2000), Eva Rivas Bao (2001), Umberto Santoro (1995) e Leonardo Taddei (1995). Nel corso dell’inaugurazione l’11 giugno è stato annunciato il progetto vincitore dell’edizione 2026: L’Ora o della Verità di Umberto Santoro. Le opere selezionate, riunite nella mostra milanese, offrono una panoramica su alcune delle direzioni intraprese oggi dalla fotografia contemporanea, tra ricerca documentaria, pratiche partecipative, lavoro d’archivio e sperimentazione narrativa.
Tra i progetti in mostra, Cianfrusaglie di Edoardo Bonacina indaga il ciclo di vita degli oggetti industriali e il loro ruolo all’interno dei processi economici e culturali contemporanei. Attraverso immagini e materiali testuali, l’artista segue il percorso delle merci dalla produzione allo scarto, soffermandosi sulle trasformazioni che accompagnano il loro passaggio nella vita quotidiana.

Virginia Morini presenta invece Can you keep a secret, un progetto a lungo termine dedicato alle conseguenze dell’abuso sessuale sui minori e dell’incesto. L’artista combina testimonianze, fotografie, documenti e ricostruzioni di ambienti domestici per dare forma a un archivio che intreccia dimensione personale e riflessione collettiva.

Con Una storia italiana, Eva Rivas Bao prende come punto di partenza la figura di Imane Fadil, testimone chiave del processo Ruby, per riflettere sulla costruzione della memoria pubblica attraverso immagini d’archivio, fotografie documentarie e strumenti di intelligenza artificiale. Il progetto si confronta con uno dei casi più discussi della recente storia italiana, interrogando il rapporto tra testimonianza, rappresentazione e assenza di immagini.

Il lavoro di Umberto Santoro, L’Ora o della Verità, vincitore di quest’edizione, nasce invece dall’esplorazione dell’archivio fotografico del quotidiano palermitano L’Ora, oggi conservato presso la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana. Attraverso una ricerca che combina fotografia ed editoria, il progetto riflette sulle modalità con cui la memoria pubblica viene costruita e trasmessa attraverso i materiali d’archivio. Chiude la selezione Lekhallen di Leonardo Taddei, sviluppato a partire dall’esperienza dell’artista in un complesso abitativo di Göteborg. Trasformando una sala giochi condivisa in uno spazio di sperimentazione fotografica e performativa, il progetto esplora il ruolo del gioco, della collaborazione e dell’uso collettivo degli spazi.

Fondato nel 2004, il Fondo Malerba per la Fotografia opera per la promozione e la diffusione della fotografia contemporanea attraverso attività espositive, progettuali e formative dedicate alla cultura visiva e al sostegno delle nuove generazioni di artiste e artisti. In questo contesto si inserisce il Premio Mila, che conferma il proprio impegno nella valorizzazione delle ricerche emergenti. Tra archivi, memoria, indagine documentaria, pratiche partecipative e sperimentazione visiva, i progetti presentati da Careof restituiscono la varietà di approcci che caratterizza oggi il panorama fotografico contemporaneo.
